Tamponi anali: tra sarcasmo e riflessioni di una biologa

Cronaca

Negli ultimi giorni, la notizia dei tamponi anali, per la diagnosi del Sars-Cov2, meglio conosciuto come Covid-19, approvati in Cina e considerati più attendibili dei tamponi molecolari, utilizzati finora, ha sortito infinite reazioni, da parte degli italiani: sarcasmo, ironia e preoccupazione, sulla possibilità che si decida di eseguirli anche in Italia, si sono inseguiti, in post, in commenti ed in messaggi, sui socials.

La mia attenzione è ricaduta sulla interpretazione di una Dott.ssa della mia città, la quale, in un suo post, in cui riportava la notizia, asseriva che, tale scoperta, fosse di “strepitosa portata”.

La Dott.ssa Mariella La Torre, Consulente Ambiente Sicurezza e Haccp, iscritta all’ordine Nazionale dei Biologi, infatti, dichiarava che ciò dimostrerebbe che il virus non viene inalato, ma ingerito, e che utilizzi batteri per colonizzare l’intestino e integrarsi nel Dna dell’ospite.

Continuava dicendo che, questo, spiegherebbe tantissime cose: in primis il rilascio di neurotossine batteriche, responsabili della anosmia e della ageusia, meglio conosciute come perdita di olfatto e gusto, e, in secundis, la riattivazione del virus, dopo una vaccinazione antinfluenzale o anticovid ( vedi focolai nelle RSA) . Una sorta di RIACUTIZZARSI DELLA MALATTIA. Inoltre, sempre secondo le riflessioni della dott.ssa La Torre, troverebbe giustificazione plausibile anche l’efficacia di alcuni antibiotici, utilizzati per la cura del Covid-19, e di probiotici, assunti per la prevenzione dello stesso.

In sostanza, e per evitare l’eventuale protocollo di diagnosi, poco elegante ed abbastanza invasivo, ma, probabilmente, più attendibile del protocollo attualmente utilizzato, sarebbe opportuno che, la presenza del virus, fosse diagnosticata attraverso l’analisi delle feci.

Al momento, non ci è dato sapere se il tampone anale avrà seguito anche in Italia, ma è cosa certa che i confronti siano sempre costruttivi, soprattutto quando si parla di salute. I nuovi pareri, quelli che nessuno ha ancora considerato, potrebbero rivelarsi produttivi e affatto da sottovalutare.

Qui uno studio che avvalorerebbe tale tesi:
https://www.affaritaliani.it/coronavirus/vaccino-attuale-non-sufficiente-ci-vuole-altro-per-debellare-il-virus-720062.html?refresh_ce

Romina Vidili