Reddito di dignità R.e.d. 3.0: Al via i progetti nel comune di San Giovanni Rotondo

Diritti & Lavoro

La vicesindaco Patrizio:«Si amplia e perfeziona un servizio fondato sul pieno coinvolgimento della persona» 

È partita oggi la seconda edizione della misura regionale R.E.D. 3.0. nel comune di San Giovanni Rotondo. A presenziare l’avvio delle attività, svoltosi in un clima di cordialità e condivisione, il sindaco Michele Crisetti, la vicesindaco e Assessore alle Politiche Sociali Mariapia Patrizio, il Presidente del Consiglio Comunale Salvatore Ricciardi e le assistenti sociali Antonella Miscio e Grazia Pia Sassano.

I cittadini ammessi al beneficio, 29 in totale, svolgeranno attività di tirocinio per 18 ore alla settimana e per un totale di 12 mesi, fino al 30 gennaio 2022, e saranno così ripartiti: 9 di loro si occuperanno della gestione quotidiana di servizi nella sede comunale, dove affiancheranno i dipendenti integrando il lavoro previsto negli uffici, e i restanti svolgeranno il tirocinio negli ITC del territorio e in altri Enti appositamente convenzionati e titolari di specifiche progettualità.

La misura del Reddito di Dignità ReD 3.0 riveste una sensibile importanza per la Regione Puglia, per i Comuni e per tutti quei nuclei familiari che, a vario titolo e per diverse motivazioni, versano in uno stato di disagio e fragilità economica e sociale.

I beneficiari sono stati individuati sulla base delle loro esperienze pregresse, la loro formazione, le loro aspettative ed aspirazioni. È stato fatto un lavoro di valutazione, di pre assessment, dal Servizio Sociale Professionale, volto a garantire che le potenzialità di ciascuno lo rendano pienamente partecipe all’interno dei percorsi che sono stati avviati.

«I percorsi di inclusione sociale e le singole progettualità partono dalla consapevolezza che ogni persona ha le proprie potenzialità, le proprie risorse, il proprio bagaglio esperienziale, professionale e culturale. L’obiettivo del Servizio Sociale è promuovere queste potenzialità, qualora esistenti, oppure farle emergere qualora latenti, allo scopo di garantire processi di empowerment ed autodeterminazione» ha spiegato l’assistente sociale dott.ssa Antonella Miscio.

«Si amplia e si perfeziona un percorso che ci consente di rendere pienamente operativo il principio, tanto caro a chi a vario titolo si occupa del sociale, secondo cui i servizi non sono più di tipo assistenzialistico, ma si fondano sul pieno coinvolgimento della persona – ha spiegato l’Assessore alle Politiche Sociali, Mariapia Patrizio -. A fronte di un beneficio economico, il cittadino viene reso protagonista di un progetto di inclusione sociale attiva nel quale è in grado di esprimere la propria autonomia e può sentirsi parte attiva della propria comunità. Il fine ultimo è di far sì che migliori la propria autonomia, non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello esistenziale».

«I progetti che si sono conclusi il mese scorso hanno ampiamente dimostrato come questa esperienza arricchisca i cittadini beneficiari non solo a livello di acquisizione di competenze professionali ma anche e soprattutto sotto il profilo strettamente umano e dei rapporti interpersonali. Sono certo che anche quest’anno tutti i percorsi saranno proficui ed entusiasmanti» ha concluso il sindaco Michele Crisetti.