Home Diritti & Lavoro Poesia ‘Pane e …Quotidiano’

Poesia ‘Pane e …Quotidiano’

Quotidiano

La Poesia è per tutti

foto di copertina  Federico Garcia Lorca

… la poesia non si mangia ma può diventare indispensabile

Rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

redazione@corrierepl.it

^^^^

Il 31 gennaio 1981, moriva a Roma Leonardo Sinisgalli, poeta, saggista e critico d’arte italiano. Scoperto come poeta da Giuseppe Ungaretti, fu richiesto da Enrico Fermi per diventare suo allievo, tuttavia Sinisgalli, più sensibile al richiamo delle Muse che a quello della techné, declinò l’invito. Di chiare idee antifasciste, aderì alla Resistenza e per questo venne arrestato il 13 maggio ’44 e condotto nella prigione di via Tasso. Liberato dagli Alleati, dopo la fine della guerra tornò a Montemurro, suo paese natale. È noto come “Il poeta ingegnere” o “Il poeta delle due muse”, per il fatto che in tutte le sue opere ha sempre fatto convivere cultura umanistica e cultura scientifica. Nel dopoguerra pubblicò saggi e libri di poesie, vincendo numerosi premi letterari come il Premio Viareggio e il Premio Vallombrosa.

Poesia per una cicala

Io non so cantare lo zelo
della formica immortale.
Più vicino alla mia sorte
è lo stridore della cicala
che trema fino alla morte.
Nel tempo mio diletto
mi confidavo a quell’ira
insistente che mi assopiva
con la cicala nel petto.
Ora nello sfacelo
della mia giornata mi resta
un po’ di polvere in pugno,
ma tanto vale la tua spoglia
che ancora risento quel melo
stormire e nell’aria di giugno
la tua allegria funesta
nascere dietro una foglia.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui