In ricordo di Mario Cerciello Rega, il giovane carabiniere ucciso a Roma

Arte, Cultura & Società

L’OPINIONE DI ROBERTO CHIAVARINI

Nel mondo contemporaneo dei controllori e dei controllati, si stanno alterando i rapporti umani, ma anche il senso del Rispetto, della Solidarietà, della Religione, della Giustizia Sociale, dell’Etica e della stessa Morale.

Ed una grossa responsabilità di questo disfacimento, va attribuito all’uso indiscriminato dell’informatica, ovvero di ciò che avrebbe dovuto rappresentare, al contrario, il progresso, il futuro, il salto di qualità della vita di ogni giorno.

Invece se ne è impossessato il Sociologismo indotto, messo in piedi da menti superiori, il quale, usando l’informatica come volano, ha fatto prevalere il proprio dominio sul popolo, utilizzando il mezzo dell’oscurità mentale, impedendo, cioè, all’uomo, di poter interpretare liberamente la propria contemporaneità e di essere arbitro del proprio futuro e del proprio destino.

Tanto più oggi, che le menti dei giovani sono annebbiate dall’ateismo, dall’alcool, dalla droga e dal sesso promiscuo e sfrenato, quei giovani che sarebbero potuti e dovuti diventare, un domani, la nuova classe dirigente.

E, tutto ciò, accade anche attraverso i messaggi subliminali di ogni genere, che partono da tutti i settori della vita sociale, non ultimi gli spot pubblicitari (e ve lo dice il sottoscritto, Pubblicitario per oltre 30 anni), che stanno inculcando nella mente della gente, nuovi modelli di vita sbagliati, che finiscono per condurre la Società verso il disfacimento dei valori conquistati negli ultimi 80 anni, anche con il sacrificio della propria vita, dai nostri nonni e dai nostri bisnonni.

È in questa ottica, che si inquadra l’episodio accaduto a Roma lo scorso anno, riferito all’assassinio del giovane Carabiniere Cerciello Rega.

Se il grande libro della vita si dovesse aprire con l’immagine del Carabiniere morto un anno fa, per la mano di un Criminale senza Dio, non potremmo sottacere le lacrime di dolore della sua giovane moglie, che sta versando per la morte del suo amato marito, che aveva sposato non più tardi di 50 giorni prima di quel tragico evento.

Piange quella donna, e lo fa con le lacrime che tanto ricordano quelle di Andromaca, che piangeva Ettore, suo Sposo (fatti i dovuti distinguo storici, naturalmente)…

….e fra di loro Andromaca (moglie fedele ed affettuosa di Ettore) diede inizio al lamento …

“O sposo, giovane lasci la vita … e me vedova abbandoni nella casa….

….questa città perirà completamente, perché tu, suo difensore, sei morto, tu che la proteggevi….”.

Se è pur vero che, gli episodi come quello accaduto a Roma,

trovano alimento per la moderna battaglia politica, da saggi,

dobbiamo provare ad ampliare lo sguardo agli aspetti umani

più problematici della vicenda.

La potenza di un racconto che caratterizza e valorizza il dato emotivo, presente perfino nell’apparente freddezza degli eroi più valorosi, oggi viene meno, poiché, i nostri moderni Eroi, sono mentalmente disarmati a tal punto che, pure in un momento di morte, gli assaliti restano immobili e condizionati da qualsiasi reazione da avversare all’assalitore, tanto sono impediti, di fatto, ad opporre qualsiasi difesa e resistenza, che possa essere messa in atto da un “soldato” nell’esercizio delle sue funzioni.

Dovremmo dare comunque la nostra solidarietà “all’Arma dei Carabinieri tutta” e piangere ancora una volta un Angelo che è volato in cielo, che tanto si adoperava con tutte le sue forze, per dare conforto agli “ultimi”, impegnato come era nel volontariato.

La vita è unica e preziosa per tutti.

Rispetto per la vita!!!

Art. 3 dei Diritti Umani “DIRITTO ALLA VITA”

ROBERTO CHIAVARINI

Opinionista di Arte e Poli