Ricordiamo per non ripetere

Arte, Cultura & Società

di Francesca Leocisu Ricordiamo per non ripetere

Un grande genocidio, un flagello umano, disumanità inverosimile, aver avuto la capacità di plagiare milioni di persone istruendole ad arrecare dolore, all’assassinio di massa, ad un “sistema di riparazione” dell’apparato che doveva essere rimosso per una certa, egoistica e malata convinzione di superiorità. Altrettante milioni di persone prive di opposizione, di ribellione per lottare per la propria vita, indotta invece a procedere verso la morte certa (o quasi), destinata consapevolmente alla fine di tutto ciò che era esistito, fino a quel momento di prigionia.

Immagini che noi tutti conosciamo e risentiamo nonostante il tempo, nonostante non son stati i nostri corpi e le nostre anime a subire questo grande strazio storico. Qualunque disastro che abbia avuto come artefice l’uomo, ha avuto inizio da una dittatura – imposta o resa possibile? – che logicamente, mai nella vita ha lasciato libertà alla parola, all’opinione, al confronto e alla decisione comune; governare tramite dittatura vuol far intendere la volontà di innalzare il proprio potere sulle vite trovatosi al di sotto di questo, obbligate a sottostare e subire le pene da esso afflitte.

E ora? In che tipo di ordinamento politico viviamo? Abbiamo davvero tutto questo potere decisionale, o rischiamo una dittatura quasi inconsapevolmente? Per questo, conoscere la storia è sempre fondamentale per far sì di non ribaltarci nella medesima tirannia iniziata nel 1933.

“L’istruzione non è memorizzare che Hitler ha ucciso 6 milioni di ebrei. L’istruzione è capire come è stato possibile che milioni di persone comuni fossero convinte che fosse necessario farlo. L’istruzione è anche imparare a riconoscere i segni della storia, se si ripete.”

Noam Chomsky