Giornata memoria, Arci: “non dimenticare l’orrore, l’ignoranza del passato alimenta l’odio”

Diritti & Lavoro

Si celebra il Giorno della Memoria per ricordare il 27 gennaio 1945, quando le truppe sovietiche dell’Armata Rossa arrivarono ad Auschwitz mostrando al mondo l’orrore del campo di concentramento, uno dei luoghi del genocidio nazista, liberandone i pochi superstiti. Una giornata per non dimenticare l’Olocausto, a 76 anni di distanza, quanto mai attuale, in un momento in cui negazionismo, suprematismo, razzismo e antisemitismo continuano a rappresentare in molti paesi un pericolo da non sottovalutare.

Neanche in Italia dove, solo pochi giorni fa, un’operazione della polizia negli ambienti dell’estrema destra suprematista ha portato all’arresto di un 22enne a Savona con l’accusa di aver costituito un’associazione neonazista finalizzata alla pianificazione di stragi, come quella di Utoya in Norvegia, e di aver creato delle chat dove istigava alla violenza contro gli ebrei.

Una giornata per non dimenticare come dall’orrore dell’Olocausto sia nata anche la nostra Costituzione, per non permettere mai più il ripetersi di simili tragedie ma per affermare invece il valore della pace, della libertà, dei diritti umani. Sono questi i valori ai quali si richiama da sempre anche l’Arci, contro ogni fascismo, razzismo, odio, discriminazione e intolleranza.