Nessuno che non abbia un motivo per cui vivere, si può considerare appagato nel farlo

Diritti & Lavoro

Francesca Leoce

Un giovane ragazzo nel fiore dei suoi anni avrà tra i suoi primi pensieri il “cosa voler fare dopo gli studi”, se intraprendere la strada dell’Università, se volersi formare diversamente, se introdursi nel mondo del lavoro. Se non riuscirà a trovare la risposta a questi interrogativi, egli verrà sopraffatto da un senso di insoddisfazione che lo porterà alla perdita del senso della propria Vita. Un disoccupato vivrà le sue giornate prive di significato, non avendo un motivo per cui alzarsi al mattino, per cui sentirsi realizzato; analogamente, una persona ambiziosa, con un buon lavoro, e degli obiettivi da raggiungere, sarà sempre motivato ad iniziare una nuova giornata con la consapevolezza che i suoi sforzi e il suo impegno lo porteranno a qualcosa.

Il compito principale di un Uomo, è quello di trovare un significato alla propria Vita, prefissandosi un obiettivo da raggiungere che lo faccia sentire appagato, nonostante le avversità che gli si presenteranno davanti, le quali diventeranno anch’esse automaticamente sensate. Anche la sofferenza, in questa prospettiva, potrà diventare fruttuosa se pensiamo che sarà patita a fin di bene.

“Colui che ha un perché nella vita, può sopportare quasi ogni come”.

Nietzsche.

Per cui, quando ci sentiremo afflitti da un periodo negativo, quando non ci sentiremo abbastanza soddisfatti da ciò che staremo facendo (o meglio, non facendo) della nostra vita, quando i nostri sogni ci appariranno più come un’utopia, non perdiamo la forza di crederci e di credere in ciò che desideriamo; lottiamo per noi stessi, per ciò che vorremmo o per lavorare dentro noi fino a comprendere cosa vorremmo da noi stessi. E’ un duro lavoro, quello con noi stessi (parlo innanzitutto in prima persona), ma nulla è perduto finché abbiamo aria nei polmoni.

Dedicato a chi è ancora alla ricerca del Senso della propria Vita.