Il dialogo

Politica regionale, nazionale e internazionale

La linea del “dialogo” politico è pregiudicata. Le colpe sono di tutti. Nessuno escluso. A nostro avviso, l’utilità di un Governo d’emergenza resta ridotta e, in ogni caso, non priva di concreti problemi di compattamento. La “confusione” dei ruoli ci ha disorientato. Questo 2021 potrebbe essere l’anno per regole politiche “nuove”. Ma nessuno si azzarda a fare delle previsioni su come andrà a finire. Anche noi ci siamo adeguati.

Al momento, non sono state assunte posizioni politiche esplicite. La fase dei “buoni propositi” è finita. Lo abbiamo rilevato dalle prese d’atto formali e dai discorsi di circostanza. Però, non basta. Se, in Italia, il periodo delle “vacche grasse” è tramontato con la fine del ‘900, questi anni del nuovo Millennio hanno cambiato i nostri destini. Con tante ripercussioni internazionali che, per ora, sembrano non assillare i nostri politici. Il sentore che si punterà più sugli uomini che sui partiti si è trasformato in certezza. Intanto, sollecitiamo il varo di una nuova legge elettorale.

Ci siamo resi conto che anche certe formazioni politiche si preparano per un ritorno. Non ci sono, però, uomini capaci di ridestare la nostra assopita fiducia. Se riusciremo a identificarli, allora, separeremo le cautele. Così, anche se i tempi della “ripresa” si allungano, anche a causa della pandemia, e restiamo fedeli alle nostre posizioni; sicuri che molti altri italiani, fuori e dentro i confini nazionali, le condividano. La crisi economico/politica, della quale si conoscono le concause, dovrebbe, alla fine, risolversi. Anche in passato ò già capitato, L’Italia non è un’isola e l’Europa Stellata è anche parte di noi. Chi ritiene d’aver migliori progetti, si faccia avanti. Il dialogo potrebbe dare buoni frutti. Più dei ”tempi lunghi”di una politica solo in apparente modificazione.

Giorgio Brignola