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Poesia ‘Pane e… Quotidiano’

Quotidiano

La Poesia è per tutti

foto di copertina  Federico Garcia Lorca

… la poesia non si mangia ma può diventare indispensabile

Rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

redazione@corrierepl.it

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Il  24 gennaio 1929, nasce a Luneville, in Francia, Jacques Réda . È  un poeta, critico di jazz e flâneur francese. Ha diretto la Nouvelle Revue Française dal 1987 al 1996. È considerato uno dei migliori poeti francesi d’oggi. È membro del comitato di lettura delle edizioni Gallimard. Collabora regolarmente a Jazz Magazine dal 1963. Ha pubblicato svariate opere sul jazz, tra cui L’Improviste (1980) che propone una lettura poetica di questo fenomeno musicale. Molto sensibile agli odori e alle atmosfere, descrive un mondo a piccola velocità e guarda Parigi nei suoi anfratti più segreti e più deserti. Réda è l’inventore del verso di quattordici sillabe. La poesia che presentiamo è legata alla Seconda Guerra.

Giugno ’44

Ora che il filo si stende e s’ingarbuglia
(E la memoria scrive con un gesso bianco),
Io ritorno indietro a tentoni, radunando
I diversi superstiti della mia lunga pattuglia.

Ritrovo la porta dai cigolii di ruggine
Che dava sul fiume dove tasto il fianco
Della mia barca; sento ronzare un monoplano
Piper Cub, e vedo scoppiare la zucca

Della luna sugli orti crivellati d’obici.
Che strana stagione, giusta per gli abusi
Dei vivi quando la morte vagava sui ciliegi.

Io remavo, coglievo per Janine in picché
Bianco – tutti i suoi movimenti erano pieni di sorprese
Nell’ombra che a mezzodì come un picché a mitraglia
Disegnava il sole.

(Traduzione G. Cerrai)

Tag: Fernando Garcia Lorca, poesie, Jacques Réda

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