La Polizia Locale di San Giovanni Rotondo festeggia il Santo patrono, San Sebastiano Martire

Cronaca

Il sindaco Crisetti al Comandante Acquaviva prossimo alla pensione «Grazie Antonio, questa città ti deve molto»

In occasione della ricorrenza di San Sebastiano Martire, Santo Patrono della Polizia Locale, si è svolta stamattina la celebrazione eucaristica officiata da Don Leo Abbascià presso la chiesa di Sant’Onofrio Anacoreta. A prendere parte all’evento il corpo della Polizia Locale, il comando dei Carabinieri, l’amministrazione comunale, le associazioni di Protezione Civile Gamma 27 e Misericordie, l’Associazione Nazionale Carabinieri e il circolo Legambiente “Lo Sperone”.

San Sebastiano è stato un militare romano, martire per aver sostenuto la fede cristiana. Visse sotto l’impero di Diocleziano e divenne presto alto ufficiale dell’esercito imperiale. Grazie alla sua carica ebbe modo di sostenere i carcerati cristiani e diffondere il cristianesimo tra i funzionari e i militari di corte. Quando l’imperatore Diocleziano scoprì la sua fede cristiana lo condannò a morte. Esposto nudo sul monte Palatino venne trafitto da numerosissime frecce, ma ancora vivo venne salvato da Santa Irene. Sanato dalle ferite, Sebastiano tornò dall’imperatore Diocleziano per condannare la sua opera di persecuzione contro i cristiani. L’imperatore lo condusse al flagello che ne causò la morte nel 304.

La figura di San Sebastiano, militare coraggioso e cristiano fervente, ligio al dovere, ma anche caritatevole e persuasivo, è stata assimilata nei secoli a quella della Polizia Locale, chiamata al difficile compito di coniugare, nelle comunità locali, il rispetto della legge con la tolleranza, l’attività di persuasione con quella di repressione, la prevenzione con le sanzioni. D’altronde, proteggere e sorvegliare sull’incolumità dei cittadini è proprio della Polizia Locale. Mai come oggi l’esempio di San Sebastiano martire identifica l’essenza di questa istituzione custode del bene pubblico e della tutela dei cittadini a costo di ogni sacrificio.

«Il 2020 ha rappresentato per tutti noi un anno triste e impossibile da dimenticare. Non abbiamo avuto un attimo di tregua, anzi, sono aumentati i controlli a fronte dei vari DPCM e alle limitazioni agli spostamenti da essi sanciti. Ma questo non ha intaccato le attività ordinarie che sono state portate avanti di pari passo a quelle “straordinarie” e con importanti risultati – ha spiegato il Comandante della Polizia Locale, dott. Antonio Acquaviva -. In particolare, in concorso con i Carabinieri, è stato svolto il difficile e spesso ingrato compito di individuare le condotte illecite ed elevare sanzioni a cittadini e ad attività commerciali, alcune delle quali hanno chiuso. Ma non sono mancati i controlli in altri importanti settori quali quelli edilizio, annonario ed ambientale. In tema di sicurezza urbana, poi, è stato approvato il nuovo regolamento di Polizia Urbana con l’attuazione del Daspo Urbano per alcune condotte illecite come accattonaggio, parcheggi abusivi e volantinaggio». 

«Non posso che ringraziare le nostre famiglie, i nostri figli, chi ci sta vicino e condivide con noi, sopportandole, le ansie, i problemi, i disagi, e anche le gratificazioni che derivano dal nostro ruolo nella Polizia Locale. A questo proposito, rivolgo il nostro pensiero oggi ai molti colleghi che, su tutto il territorio nazionale, hanno sofferto e stanno soffrendo tuttora a causa del Covid, e in particolare ai 15 che hanno perso la vita» ha concluso il comandante Acquaviva.

«Qualora per qualcuno ci fosse stato bisogno di capire l’importanza della Polizia Locale, ne abbiamo avuto la prova quest’anno – ha commentato il sindaco Michele Crisetti a chiusura dell’evento -. Non potrò mai dimenticare l’inizio dell’emergenza a fine febbraio 2020: la chiamata in tarda serata del Presidente della Regione, Emiliano, e di seguito la mia richiesta di aiuto al Comandante della Polizia Locale, Antonio, il nostro personale 118, pronto soccorso e punto di riferimento per tutte le evenienze. Con la conoscenza, la competenza e la professionalità sua, dei suoi colleghi e dei Carabinieri della compagnia di San Giovanni Rotondo abbiamo messo in moto quella macchina operativa che tuttora lavora instancabilmente e così farà fino alla fine di questa bruttissima e drammatica emergenza». 

«Non posso che concludere ringraziando il Comandante Acquaviva che il prossimo 1 marzo, dopo quasi mezzo secolo di servizio, andrà in pensione: grazie Antonio per tutto ciò che sei stato per la nostra comunità, perché accanto al professionista preparato quale sei, abbiamo avuto modo di conoscere la persona, il bravo mediatore tra l’applicazione delle Leggi severe e la particolare condizione di ciascun cittadino e questa è una dote naturale, che ti fa onore.  Questa città ti deve molto» ha concluso il primo cittadino.