Dove abiti?

Arte, Cultura & Società

(commento al Vangelo della 2a Settimana del Tempo Ordinario)

di Marianna Giuliano

I discepoli di Giovanni, non conoscevano Gesù. Quel giorno, Lo videro passare e senza dire una parola, lo seguirono.

Che strano! Possibile che la prima cosa che venne loro in mente, fu chiederGli ..”DOVE ABITI?”… Perché una domanda simile?

Non sarebbe stata meglio una presentazione, magari con una bella stretta di mano?

No. Nel loro cuore, si era già aperto un vortice di stravolgimento, sentivano già di star bene con Lui e pensavano al futuro… Dove Lo avrebbero trovato ancora l’indomani, e il domani l’altro, e per ogni volta che desideravano star con Lui?

Loro, Lo avevano già scelto. Volevano condividere con Lui l’intimità del quotidiano e respirare i profumi che Lui respirava, guardare attraverso le finestre, le vedute che Lui guardava, volevano intrecciarsi a Lui per ricamare la loro vita…questo era il senso di casa.

Ma Gesù lo aveva già capito, e per tutta risposta non diede loro una città, una via, un numero civico.

Non rispose che Lui abitava in ogni casa in cui c’è il caldo buono dell’amore. Non li avvertì che la sua dimora erano i cuori sempre pronti ad ascoltare chi si sente solo. Non disse loro che la Sua presenza era là dove ci sono una tazza di brodo ed una coperta morbida davanti al camino, per riscaldare chi vive il “momento freddo” della propria esistenza.

Non rispose nulla….avrebbero dovuto impararlo da soli, col tempo.

Disse solo “VENITE e VEDRETE”.

E tu, che cosa diresti a Gesù, se lo incontrassi adesso per la prima volta?