A proposito dell’importanza del voto elettorale

Diritti & Lavoro

La citazione che segue, è stata estratta dai vari discorsi di Piero Calamandrei (politico, avvocato e accademico italiano, nonché fondatore del Partito d’Azione, uno dei padri della Carta Costituzionale), in particolare dall’intervento che tenne davanti agli studenti della Cattolica di Milano, il 26 gennaio 1955, inaugurando un ciclo di sette lezioni sulla Costituzione:

“FINCHÉ CI SARANNO OSTACOLI ALLA DIGNITÀ DELL’UOMO, LA CARTA SARÀ INCOMPIUTA … LA POLITICA NON È UNA COSA PIACEVOLE … PERÒ LA LIBERTÀ È COME L’ARIA: CI SI ACCORGE DI QUANTO VALE, QUANDO COMINCIA A MANCARE”.

PIETRO CALAMANDREI

Dunque, alla luce di queste affermazioni, penso che possiamo ricominciare proprio da qui, per guardare in faccia la realtà attraverso i nostri occhi stanchi e a camminare nuovamente sulle nostre gambe tremolanti.

Niente ci impedisce di riaprire questi nostri inutili occhi chiusi, che preferiscono non vedere ciò che sta accadendo attorno a noi, da oltre quarant’anni.

Un giro di vite operato ogni giorno dal Sociologismo indotto, sta finendo per sottrarci l’aria (divenuta asfissiante, a causa di un ingiustificato assoggettamento del cittadino, esasperata dalle faziose contrapposizioni degli uni contro gli altri e del tutti contro tutto) e la democrazia.

Nulla ci può essere imposto.

Non è il cittadino che deve essere assoggettato al volere del Potere, ma deve essere il Potere a porsi come il “portatore sano” della volontà collettiva del Popolo (indefessamente al suo servizio), volontà che si manifesta attraverso il voto, ovvero con la determinazione maggioritaria espressa dal Paese, di volta in volta e ad ogni tornata elettorale.

Anche quando il “mandato” del Popolo, non dovesse piacere al Potere.

Qui, è in gioco la democrazia.

Prima che sia troppo tardi.

ROBERTO CHIAVARINI

Opinionista di Arte e Politica

Tag: Calamandrei, voto elettorale, elezioni politiche