2020: l’anno più caldo di sempre

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Il 2020 è stato dichiarato ufficialmente l’anno più caldo del mondo: bisogna agire subito per fermare o almeno limitare il riscaldamento globale, quello che i climatologi chiamano C3-S-Copernicus Climate Change Service. Il 2020 si è chiuso con una temperatura, a livello globale, di 1,25° C superiore a quella del periodo preindustriale. Il direttore del C3S Carlo Buontempo ha dichiarato: “Non sorprende che l’ultimo decennio sia stato il più caldo del mondo, e questo ci ricorda ancora una volta l’urgenza di ridurre le emissioni in modo ambizioso per evitare impatti climatici negativi in futuro”. Il 2020 è stato anche l’anno più caldo, in assoluto, in Europa, superando di 0,4° C, il precedente record. Sono aumentate anche le concentrazioni di CO2 nell’atmosfera raggiungendo il valore complessivo 413,1 p.p.m. a causa degli enormi incendi boschivi dell’Australia e della Siberia. Tale aumento è da considerarsi ancora più grave se teniamo conto che il lockdown ha quasi azzerato i nostri spostamenti-inquinanti. Il professore Dave Reat dell’Università di Edinburgo ha dichiarato: “Ci stiamo avvicinando pericolosamente al limite di 1,5° C, rendendo cupo il futuro di molti milioni di persone in tutto il mondo, a meno che l’economia globale che si riprenderà dagli incubi del 2020, sia un’economia davvero verde ”. Anche Matthias Petschke vede negativamente l’attuale situazione: “Gli eventi climatici del 2020 e i dati pubblicati oggi, ci mostrano che non abbiamo più tempo da perdere! Ridurre le nostre emissioni sarà difficile. Ma il costo dell’inazione sul cambiamento climatico, è troppo alto per pensare di farne a meno“. Infine, si è espresso anche Antonio Guterres, Segretario Generale dell’ONU: “L’equilibrio ecologico del pianeta è spezzato. L’umanità sta facendo la guerra alla natura, è un suicidio”.

Adriano Pistilli

Responsabile Tecnico Gestione Rifiuti, esperto di Diritto Ambientale