Annuncio Commissione UE: in arrivo investimenti per le Startup e PMI

Economia & Finanza

Il 6 gennaio 2020, la Commissione UE ha presentato il primo ciclo di investimenti azionari per startup e piccole e medie Imprese ad alto contenuto innovativo. L’Unione Europea debutta nel mondo delle startup e lo fa in grande in stile: nelle vesti di azionista.

Cosa prevedono questi investimenti

Il ticket di investimento “continentale” per ogni beneficiario varia tra i 500 mila e i 15 milioni di euro, con quote di partecipazione che oscillano tra il 10 ed il 25 percento. Lo fa superando lo schema dei grant ed entrando come azionista, con la possibilità di intervenire sulla governance. L’Unione Europea agirà grazie al nuovo fondo del Consiglio Europeo per l’Innovazione (Eic), iniziativa della Commissione istituita nel giugno del 2020 che rientra nell’ambito dell’Eic Accellerator. Il primo ciclo di investimenti ha visto come protagonistala Corwave, neo-impresa francese la cui mission è quella di fornire un nuovo standard di assistenza ai pazienti affetti da grave insufficienza cardiaca, si è aggiudicata il titolo di prima startup nella storia ad avere tra i propri azionisti l’Unione Europea. Ma non è l’unica azienda rientrata in questa prima tornata: in tutto saranno 42 imprese per un totale di 178 milioni. Altre 117 aziende restano in attesa dell’esito della selezione.  Il prorettore dell’Università Bocconi Stefano Caselli ha affermato: “Fino ad oggi l’Unione Europea ha operato attraverso il Fondo Europeo per gli Investimenti tramite i grants, finanziando i progetti di ricerca migliori per supportare la nascita delle startup. Con questo nuovo schema di supporto alle startup, l’Ue supera (e ingloba) la logica tradizionale dei grant entrando in gioco come azionista, con una possibilità di agire nella governance”. “Inoltre – evidenzia Caselli – la dimensione dell’intervento è notevole. Un ticket che va da 550 mila a 15 milioni consentirà di finanziare progetti con un impatto potenzialmente molto potente ”. “Mi auspico che questa iniziativa alzi l’attenzione dei paesi membri e che lo spirito di emulazione diventi forte, augurandomi che in futuro si possa arrivare anche a logiche di co-investimento tra l’Ue e i singoli stati. Spero anche che una scelta di questo tipo da parte dell’Unione Europea dia una scossa agli operatori privati, affinchè si mettano in moto” conclude il prorettore.” Questa nuova forma di finanziamento che coniuga grants ed equity rappresenta una svolta per le startup che troppe volte rimangono piccole o sono costrette a spostarsi. Questo colmerà il gap nella raccolta fondi per le imprese ad alto contenuto innovativo che potrebbe sbloccare ulteriori investimenti privati. C’è solo da capire in che modo gli investitori potranno intervenire sulla governance senza compromettere l’equilibrio aziendale.  

Gabriele Proto