Riapertura scuole in Puglia dal pasticcio alla violazione della privacy e ai diritti negati

Diritti & Lavoro

Mentre in tutta Italia si accende la protesta degli insegnanti, studenti e genitori circa il tentennamento del governo sulla riapertura delle scuole di secondo grado e le incertezze alla base di esso, in Puglia si assiste all’ ennesimo atto arbitrario della regione nei confronti dei suoi cittadini.

In data 5 Gennaio 2021, con ordinanza nr. 1, il presidente di Regione Michele Emiliano predisponeva la didattica a distanza delle scuole di ogni ordine e grado sino al 15 Gennaio e, al punto 2 della suddetta ordinanza, specificava che le scuole primarie e secondarie di primo grado permettessero la frequenza a quegli studenti che ne facessero richiesta esplicita.

In aggiunta all’atto pubblico, egli stesso affidava al suo profilo social approfondimenti sul punto 2 dell’ordinanza di dubbia natura che hanno provocato un profondo fraintendimento del contenuto dell’ordinanza stessa.

A seguito di questa ordinanza, tutte le scuole interessate hanno dovuto predisporre, in un giorno festivo, circolari, moduli, comunicazioni per poter rispettare quanto definito.

Nei giorni di giovedi 7 e venerdi 8 siamo stati contattati da diversi genitori, soprattutto di studenti della scuole primaria e con bisogni speciali, per richieste di aiuto e segnalazioni di disservizi che vanno dalla violazione della privacy all’imposizione della did anche per gli alunni bes.

Comprendiamo le necessità organizzative dettate dai tempi ridotti dell’ordinanza e ringraziamo tutti i dirigenti ed insegnanti che stanno svolgendo ottimamente il loro lavoro, ma segnaliamo anche, che alcune scuole stanno attuando la nota esplicativa pubblicata su un social dal Presidente di Regione come facente parte di un’ordinanza, violando di fatto la privacy delle famiglie e degli studenti  chiedendo e “valutando” le motivazioni per la frequenza in appositi moduli; o chiedendo il raggiungimento minimo del 50% della presenza in classe; o, ancora, fornendo agli studenti presenti in classe devices con cui seguire la lezione a distanza con l’insegnante in un’altra stanza.

A cornice di tutto ciò si rileva la forte pressione psicologica attuata a danno di alcune famiglie richiedenti la didattica in presenza.

IL Comitato Priorità alla Scuola – Puglia, come in tutta Italia, sta fornendo supporto anche legale a quanti necessitano di aiuto nell’affrontare l’ennesima burrasca ed ingiustizia che sta investendo la scuola in Puglia.

Contemporaneamente, stiamo partecipando alla raccolta delle informazioni ufficiali comunicate da ogni singolo istituto che verrà poi consegnato al Garante dei diritti dei minori insieme ad altre associazioni per denunciare gli atti illegali e discriminatori rilevati.

Concludiamo constatando ancora una volta la mancanza di volontà da parte della Regione Puglia nel prendere decisioni in merito al rientro in classe in sicurezza, a favore di atti ormai divenuti antidemocratici, che inducono alla privazione di ogni tutela dei minori e dei soggetti svantaggiati. Da marzo 2020, a quasi un anno dall’inizio della pandemia, anche in Puglia, le istituzioni competenti, a partire dal presidente Emiliano, hanno abbandonato qualsiasi intervento a favore del rientro a scuola in sicurezza. Hanno fallito sullo screening e sui tamponi nelle scuole, sul rafforzamento del trasporto pubblico, sull’aumento degli spazi scolastici, sul rafforzamento del personale scolastico. Continuano a contrapporre il diritto alla salute e il diritto all’istruzione per nascondere il fallimento della gestione sanitaria della pandemia. Non intervengono sugli effetti nefasti della DAD: dispersione scolastica, aumento delle disuguaglianze educative sociali, traumi psico-fisici in aumento, addandono di un’intera generazione. Tutto questo, mentre si regala la zona gialla alla Puglia, quindi apertura indiscriminata, creando l’ennesimo corto circuito tra shopping e consumismo sfrenato e cancellazione totale della scuola pubblica accessibile a tutti e tutte, a partire dai ceti meno abbienti.

Siamo stati in piazza per tutto l’autunno davanti alle scuole e al Consiglio Regionale, abbiamo promosso la campagna ‘A Natale regala la scuola’. Non possiamo arrenderci di fronte a rappresentanti istituzionali irresponsabili e non curanti della cosa pubblica. Ragione per la quale rivendichiamo il diritto all’immediato intervento regionale affinché il 18 gennaio anche in Puglia si rientri a scuola in sicurezza. Continueremo a monitorare. Continueremo a denunciare e soprattutto continueremo la nostra battaglia e il nostro sostegno a quanti necessitano di informazioni e assistenza legale e burocratica per ogni ordinanza emessa dal Presidente Michele Emiliano.