Artista casalese

Arte, Cultura & Società

Anna Maria Zoppi si definisce strenuamente “artista casalese”: figlia di una città difficile dove amore e morte, passione e sentimento, angoscia e terrore, bellezza e bruttura, fanno da contraltare al fermo scorrere dei giorni e degli anni e gli opposti si contrastano ed abbracciano allo stesso tempo. Anna Maria trova spunto per le sue creazioni proprio in questa indistinta mescolanza di emozioni e divergenti percezioni. Tutto il suo percorso artistico si insinua nelle trame strette del sofferente tessuto sociale casalese e la sua ricerca, anche cromatica, del senso profondo delle cose l’ha portata ad occuparsi di violenza, di atroci misfatti, indicibili nefandezze e orridi soprusi.

La sua opera gronda sofferenza, pena, dolore, tormento, ma ugualmente, proprio come accade nelle pieghe contorte della sua complessa città, la scala cromatica dei suoi dipinti si dipana come una matassa bizzara e colorata alla spasmodica ricerca del “bello assoluto” che si frappone tra il dolore e la speranza e si oppone, vigoroso e sensuale, alla feroce teoria di storie “vere”, crimini! disseminati lungo il tortuoso percorso della realtà .Femminicidio, pedofilia, bullismo, criminalità, ovvero il volto orribile e spietato di Casal di Principe, diluisce magicamente sulle tele di Anna Maria fuso confuso e rifondato in una esplosione di luce,di colore, di oro, arancio, rosso, giallo e la speranza vince sul martirio, la luce sulla tenebra.E’ questo il modo più autentico di rapportarsi alla realtà circostante: soffrendo e nel contempo distribuendo speranza, ottimismo e prospettiva.

Sicchè, non poteva mancare nella elaborazione artistica e creativa di Anna Maria Zoppi una immersione, totale ed impietosa, negli abissi del disagio, anche e soprattutto interiore, generato dalla pandemia che sta dilaniando vite e corpi, menti e sentimenti.“Il rosso che divide” è un titolo forte ed evocativo. E’ il bacio che non arriva a destinazione e si infrange, invece, sulla linea rossa dei deivieti imposti ma resi necessari dalla soggettiva responsabilità di ognuno.

La zona rossa divide gli affetti, limita l’istintuale propensione alla socialità, all’abbraccio dei corpi e delle menti.E’ una sorta di bacio “sospeso” quel moto moto dell’anima che impedisce alle labbra d’incontrarsi e d’amarsi, scambiarsi linfa e passione, sensualità ed affetto.Ma quelle labbra che non si congiungono oggi, nutrono, però, il desiderio, gelosamente conservato nell’intimo, della promessa futura. La linea rossa ad impedire il bacio è soprattutto un invito a riflettere sull’amore, sui sentimenti, sugli affetti e su quanto è facile perderli.

Le labbra, infine, si incontreranno e il bacio avrà un altro sapore: quello del desiderio carezzato, alimentato, sognato nei momenti di necessaria solitudine. Con questa ceazione Anna Maria suggerisce, quindi, d’approfondire i legami e di rafforzarli, cementarli, suggellarli con un bacio, potente e liberatorio!

Pasquale Corvino