La figlia del diavolo di Katee Robert

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La routine quotidiana di Clear Springs viene di colpo stravolta dal ritrovamento di alcuni cadaveri di giovani donne. I corpi nudi, abusati e percossi presentano un ulteriore agghiacciante indizio, un pipistrello nero tatuato tra le scapole. Un possibile marchio impresso dall’assassino?

Indagano sul caso lo sceriffo Zach Owens e la giovane agente dell’FBI, Eden Collins, ritornata a Clear Springs dopo dieci anni. Un ritorno sconvolgente per Eden, che non avrebbe mai pensato di dover affrontare i demoni del passato in modo così violento e repentino. L’agente conosce bene il significato del tatuaggio perché ne ha uno identico impresso sul suo corpo. Il pipistrello “simboleggia la morte e la rinascita in generale, e Persefone nello specifico”. La trama di questo appassionante thriller corre parallela a un mito, quello di Persefone, giovane e inesperta figlia di Demetra, dea della terra e dell’agricoltura, che un giorno, mentre con delle compagne corre spensierata sull’erba, viene rapita da Ade, dio della morte, che uscito da un solco del terreno, afferra Persefone e la porta con sé nel regno senza luce. Nonostante le premurose attenzioni di Ade, alla fanciulla manca la madre, Demetra distrutta dal dolore, piange sua figlia. La terra affranta come la sua dea, non dà più frutti né fiori, e il mondo non conosce più stagioni ma solo il cupo inverno. Zeus, allora, si vede costretto a intervenire e ordina ad Ade e a Demetra di trovare un accordo. La soluzione è quella di dividersi la presenza di Persefone nei rispettivi regni: quando la fanciulla sta nel regno dei morti, Demetra piangerà e la terra sarà infeconda, ma quando la giovane tornerà a stare con la madre, l’equilibrio vitale verrà ristabilito. A tale mito si ispira Martha Collins per costituire e dirigere la comune Elysia, di cui sarà al contempo Demetra, la grande madre, e Ade, come una divinità deciderà del destino dei suoi adepti. I membri scelgono una giovane tra le seguaci e dopo un rituale di purificazione la seppelliscono viva. Non c’è una bara. La ricoprono di terra e lei lotta per tornare in superficie. Poi viene fatta una festa in cui si celebra il trionfo di Demetra su Ade. Il trionfo di Martha.

A tener testa a Martha è la figlia Eden, la quale fugge lontano per ritornare dopo dieci anni agente dell’FBI e indagare su una serie di delitti.

Il romanzo parte dal mito per affrontare tematiche di estremo interesse sociale, come la manipolazione messa in atto dai membri delle sette. I proseliti sviluppano una tale capacità manipolatoria che supera di gran lunga quella del loro capo, finemente abili a circuire soggetti fragili, fanno leva sulle loro paure, con parole e comportamenti suadenti li trascinano nella comune, presentandola come la realtà perfetta, in alternativa a una società superficiale e individualista.  Un altro tema affrontato nel romanzo è l’alternarsi dei sentimenti amore-odio che caratterizza la relazione madre e figlia. Un’analisi psicologica del rapporto tra le due donne evidenzia il sovrapporsi di momenti che rasentano il morboso, con i comportamenti egocentrici  di Martha, a scene di compassionevole  tregua tra le due.  Una storia avvincente senza ombra di dubbio, Katee Robert è una penna eccellente della letteratura thriller, capace di tenere il lettore incollato fino all’ultima riga.

Francesca Moretti