Consenso disinformato al regime sanitario

Consenso disinformato al regime sanitario

Nonostante i divieti e i coprifuochi Babbo Natale è arrivato lo stesso sulla slitta trainata dai babbei di governo ( le renne sono animali utili) portando con sé nemmeno 10 mila dosi del vaccino Pzifer, praticamente un nulla, sufficienti per 4000 persone ( le dosi di vaccino sono due) ma quanto basta per scatenare i media in una cerimonia simbolica e solenne del nuovo regime sanitario, insomma in una scena vergognosa e degna dei film luce dell’era fascista, anzi molto peggio, vista l’esiguità dell’avvenimento e la soverchiante forza psicologica della televisione, tanto più che si è scelto di inviare le dosi non con un viaggio aereo come sarebbe ovvio, ma su strada con un corteo dal Brennero a Roma.  Però possono  far sfilare i vaccini anche dieci volte lungo i fori imperiali, come i vecchi carri armati di Mussolini, senza riuscire a nascondere tutte le magagne dell’ operazione le quali emergono evidenti dai fogli del consenso informato predisposto per i vaccinandi e che addirittura richiede la firma in presenza di due testimoni, come fosse un matrimonio: la prima cosa che viene da pensare è che lo Stato si stia ben premurando contro le possibili reazioni avverse vicine e lontane di cui le multinazionali produttrici non sono responsabili e si vuole che il consenso all’inoculazione o inculazione come è sfuggito a qualche giornale, sia incontestabile.  Cosa che è già un gran brutto segno.

Ma tanta accuratezza nel cercare il consenso è in relazione al fatto che esso non è per nulla informato intanto perché non è detto in nessuna parte che il vaccino stesso non è stato sperimentato con i normali criteri che richiedono anni, che la sua efficacia del ‘95% non è stata controllata da nessun soggetto terzo rispetto alla Pfizer come sarebbe d’obbligo nella tanta sacralizzata scienza e non si hanno  riferimenti temporali rispetto alla durata di una presunta immunità: insomma le informazioni includono dati forniti esclusivamente dal venditore che in passato è stato più volte multato per operazioni disoneste se non in qualche caso assassine (vedi Nigeria). Difficile immaginare qualcosa di meno scientifico e di meno informato di questo. Così pure il contenuto del vaccino, ovvero le sostanze eccipienti sono quelle dichiarate dal produttore senza neanche l’ombra di un controllo anche a seguito delle numerose reazioni allergiche riscontrare e che difficilmente potrebbero essere indotte dalle sostanze dichiarate. Anzi a questo proposito va detto che l’impegno di fermarsi presso la struttura di inoculazione vaccinale per soli 15 minuti dopo l’iniezione è del tutto insufficiente, essendo un tempo troppo breve per controllare reazioni allergiche violente, ma sembra che ci sia fretta di lavarsi le mani da tutto quello che può accadere dopo. A un certo punto del documento, fatto l’elenco delle possibili reazioni avverse, la maggior delle quali in tutto simili al decorso della malattia stessa nel ‘95% delle persone, si dice: “Negli studi clinici non sono stati osservati decessi correlati alla vaccinazione”. il che è falso, un morto c’è stato, ma la Pfizer ha negato che questo potesse essere correlato al vaccino, dando tuttavia per causa di decesso l’arterosclerosi che notoriamente non viene mai considerata una causa di morte in quanto malattia cronica che spesso di prolunga per decenni. Quindi la validità di questa affermazione è quantomeno fortemente dubbia ( vedi qui) come è stato fatto osservare da numerosi ricercatori. E del resto il fatto stesso che l’amministratore delegato di Pfizer non si faccia vaccinare la dice lunga sulla questione.

Infine verrete informati del fatto che: “Non è possibile al momento prevedere danni a lunga distanza” Perciò firmando questo documento voi sollevate lo Stato e le autorità sanitarie da qualsiasi responsabilità futura il che francamente è un po’ troppo per un vaccino a mRna sperimentale, ma non sperimentato. Tuttavia c’è di più, qualcosa che col consenso informato non ha molto senso e che fa comprendere bene come quelli che pensano che tutto finisca col vaccino sono ingenui o in malafede, anche ammesso che certe forme si ingenuità non siano esse stesse malafede inconscia: si dice infatti : “Anche dopo somministrazione di entrambe le dosi del vaccino, si raccomanda di continuare a seguire scrupolosamente le raccomandazioni delle autorità locali per la sanità pubblica, al fine di prevenire la diffusione del COVID-19” Dunque nonostante la vaccinazione  dovrebbe impedire sia di contrarre la malattia sia di diffonderla si dovranno subire ugualmente segregazioni, coprifuoco e mascherine: allora delle due l’una o si teme che il vaccino non serva a nulla oppure esso in ogni caso è considerato un atto simbolico di obbedienza che proprio per questo non libera affatto dalle altre costrizioni alle libertà costituzionali.

Dopo lo sappiamo, arriveranno le varianti del virus , magari si scoprirà che la copertura vaccinale dura pochi mesi, verranno fuori altri virus. Perché non dovrebbero farlo se la maggior parte delle persone anche di fronte alle evidenze mistificatorie non reagisce e arriva a firmare un consenso del tutto disinformato rispetto a quella che viene considerata una buona pratica medica? Infatti il consenso informato in medicina è “l’accettazione che il paziente esprime a un trattamento sanitario, in maniera libera, e non mediata dai familiari, dopo essere stato informato sulle modalità di esecuzione, i benefici, gli effetti collaterali e i rischi ragionevolmente prevedibili, l’esistenza di valide alternative terapeutiche”. Ora è chiaro che in questo caso i benefici sono aleatori, i rischi a lungo termine indeterminati e definiti imprevedibili, mentre non esiste alcun accenno a valide alternative terapeutiche. E’ un diktat che si sforza di non sembrare tale, un cavallo di Troia che appare come segno di benevolenza.


Redazione

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