Intervista al dr. Pietro Funaro – coordinatore Udc di Napoli

Intervista al dr. Pietro Funaro – coordinatore Udc di Napoli

Abbiamo intervistato il Dr. Pietro Funaro, libero docente universitario, giornalista professionista, scrittore, fino a pochi giorni fa Dirigente dell’ARPAC e direttore responsabile del magazine Arpa Campania Ambiente e da luglio coordinatore UDC di Napoli.

Dottor Funaro, Lei ha trascorso la Sua vita sotto l’egida dello Scudo Crociato. Vuole raccontarci il Suo percorso politico e i motivi che la spinsero a militare tra le fila della Democrazia Cristiana?

Ovviamente per sommi capi. Il mio impegno politico è iniziato da giovanissimo,16 anni, nel movimento giovanile della DC dove ho avuto l’onore di raggiungere i vertici nazionali dell’organizzazione come componente della direzione nazionale e dirigente dell’Ufficio Affari Esteri. Il delegato nazionale era Follini, vice Casini e Cesa era all’organizzativo. Poi nel partito con varie responsabilità ed ho avuto il piacere di collaborare con ministri ed un presidente di Regione per diversi anni. La motivazione di fondo di tale scelta è tutta racchiusa in una affermaziome di Paolo VI : fare politica è il più grande impegno di carità cristiana. Per un cattolico era doveroso impegnarsi ed io l’ho fatto. 

Nella prima Repubblica c’erano personaggi politici di peso, dall’estrema destra all’estrema sinista, preparati e decisi, uomini di poche parole e tanti fatti. Andreotti, Almirante, Berlinguer, Saragat, De Gasperi, Moro e tanti tanti altri. Come giudica l’attuale classe dirigente? Ha mai nostalgia di un passato politico così glorioso?

Per carità cristiana non vorrei esprimermi sull’attuale cosidetta classe politica dirigente di oggi, mi limito a difinirla con una sola parola: il nulla. La nostalgia non è un sentimento positivo perché spesso è sinonimo di rimpianto. Sono addolorato per il nostro Paese che va sempre più alla deriva in tutti i campi: dall’economia, al sociale,al civile. Per non dimenticare che siamo ormai in una società liquida, ben descritta dal sociologo polacco Baumann, che va alla deriva. L’Italia è oggi come una grande nave costruita in un formidabile cantiere, quello della cosidetta Prima Repubblica, lasciata in balia di un mare tempestoso generat0 da incapaci,inetti ed ignoranti che navigano sulla spinta di individualismi e populismi d’accatto. 

Va riconosciuto all’UDC che esso è uno dei pochi Partiti con un’ attenzione particolare ai giovani. All’interno del Partito è presente una sezione dedicata ai giovani che ha organizzato delle giornate di formazione politica sul modello delle scuole di Partito della prima Repubblica. Come valuta tale iniziativa?

Potrei rispondere con la frase di rito: i giovani sono il futuro della società. Ma mai come in questo periodo storico non sembra affatto cosi. Nell’accennata società liquida nella quale l’Italia tutta è immersa la gioventù non ha molte prospettive di crescita specie in politica dove si fa spazio a nani e ballerine di Craxiana memoria o a figli,nipoti oppure mannequin e servi sciocchi. E’ pur vero che i giovani sono poco attratti della politica un po’ per indolenza ed un po’ perché non esistono più i partiti tradizionali che tenevano a formare i quadri dirigenti del futuro. Ottima quindi l’iniziativa dell’Udc che rappresenta un’inversione di marcia rispetto al nulla politico di oggi. 

Per i giovani vede un futuro in politica?

Sono sincero: dipende tutto da loro. Nessuno è disposto a farsi da parte per dar spazio agli altri. La storia attraverso i secoli lo ha insegnato. I giovani debbono prepararsi culturalmente all’impegno politico e, come nella natura delle cose, farsi spazio anche a gomitate. Una cosa è certa nessun umano è eterno quindi lo spazio poi si crea in ogni caso. 

Come si pone l’UDC nei confronti della tutela dell’ambiente?

Non mi risulta abbia affrontato questo tema in maniera preponderante purtroppo anche se la salvaguardia dell’ambiente rappresenta il futuro dell’intera umanità. 

Tra poco mesi si voterà per eleggere il Sindaco di Napoli. E’ auspicabile che il prossimo Sindaco sia un Sindaco Green?

L’importante è che sia anzitutto un sindaco e non un capopopolo. 

L’UDC scenderà in campo alle prossime elezioni per conquistare Palazzo San Giacomo? Quali sono le proposte ai tanti problemi che attanagliano la città?

Probabilmente l’Udc sarà presente alle prossime elezioni comunali di Napoli non ha certo la forza per indicare il sindaco quindi può solo compartecipare per conquistare Palazzo S.Giacomo. Se dovessimo indicare le proposte per risolvere i problemi di Napoli avremmo bisogno non di rispondere ad un’intervista ma scrivere un’enciclopedia. D’altra parte ci sarà un programma di coalizione del centrodestra a cui l’Udc non farà mancare il suo contributo. 

Come giudica questi 10 anni di giunta De Magistris?

La prego mi risparmi una denuncia da parte del novello Masaniello. 

Alle elezioni regionali di settembre l’UDC ha sostenuto Stefano Caldoro. Crede che la compostezza e l’aplomb di Caldoro siano qualità apprezzate dai cittadini di una regione che preferisce chi alza la voce?

Beh il risultato elettorale è la risposta più eloquente alla sua domanda non le pare? De Luca ha superato il 70 per cento. Su Caldoro ed il centrodestra stendiamo un velo pietoso. 

Come giudica l’attuale governo regionale?

Esattamente il prosieguo di quello precedente. Un presidente padrepadrone che comanda tutti e tutto e tante marionette che fanno finta di esserci. Insomma pieno medioevo con il Re al comando e vassalli,valvassori e valvassini al seguito. 

Nel 2005 presso l’Antisala dei Baroni al Maschio Angioino, presenti i vertici dell’ARPAC, l’assessore regionale all’Ambiente, i presidente dell’Ordine dei Giornalisti e dell’Assostampa, fu presentato il periodico Arpa Campania Ambiente, di cui Lei è stato fondatore e fino a pochi giorni fa anche Direttore Responsabile. Da allora tale magazine è diventato un valido ed utilissimo strumento per tutti gli operatori nel settore dell’ecologia e anche per i semplici curiosi. Io ne sono un accanito lettore e conservo alcune copie dell’edizione speciale celebrativa dei 15 anni di attività. Vuole raccontarci come nasce l’idea di fondare questo magazine e chi sono stati i Suoi collaboratori.

L’idea di fondo è che già 15 anni fa ho intuito l’importanza vitale della salvaguardia ambientale come fondamentale per il pianeta. Per la Campania ancor di più per la sua conformazione territoriale. Ho avuto la fortuna di essere ascoltato e compreso dall’allora direttore generale dell’Arpac Luciano Capobianco, dall’assessore regionale all’Amniente Luigi Nocera e siamo partiti. Ho scelto giovani collaboratori di forte volontà, diventati poi giornalisti, abbiamo affasciato tantissimi giovani e da anni ormai il giornale è una realtà autorevole. 

Da meno di un mese è in pensione. Oltre che alla famiglia e agli hobby, potrà dedicare molto tempo alla Sua attività di Coordinatore UDC di Napoli. E’ felice? Ha già in mente qualche progetto per diffondere gli ideali di tale Partito?

Un giornalista non va mai in pensione. Con altri valenti colleghi stiamo pensando di editare un mensile di livello politico e culturale. Amo l’impegno politico ma va verificata la volontà reale anche dei vertici nazionali del partito di voler esistere anche a Napoli. Le sintetizzo il mio attuale pensiero in naapoletano: chiacchiere e tabbacchere e lignamm o Banc e Napul nun e mpegn.

Intervista realizzata da Adriano Pistilli


Redazione

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