Best of 2020: la classifica dei migliori videogiochi dell’anno

Arte, Cultura & Società

 Matteo Lupetti

QUELLO CHE SI STA CONCLUDENDO È STATO UN ANNO DEL TUTTO PARTICOLARE, IN CUI IL CONSUMO DEI VIDEOGIOCHI È AUMENTATO ESPONENZIALMENTE A CAUSA DEL LOCKDOWN DIFFUSO IN TUTTO IL MONDO. ECCO QUALI SONO STATI I TITOLI PIÙ MERITEVOLI.

Alla fine del 2020 sono uscite le nuove console di Sony (PlayStation 5) e Microsoft (Xbox Serie S e Xbox Serie X), promettendo un futuro di videogiochi sempre più tecnicamente avanzati senza però offrire, al momento del loro lancio, chiari esempi di come questo futuro sia e del perché dovrebbe alla fine interessarci. In parte, questo è dovuto alla pandemia di COVID-19, che ha rallentato lo sviluppo di nuove opere e causato una serie di importanti rinvii, pur contribuendo contemporaneamente alla crescita dell’industria. Le persone, chiuse a casa, hanno giocato di più nel 2020 e hanno trovato anche modi alternativi per comunicare ed esprimersi attraverso il videogioco. Nel 2020 sono comunque usciti diversi videogiochi interessanti, come nuove reinterpretazioni non competitive e non violente di generi ormai piuttosto definiti (Fall Guys: Ultimate Knockout, In Other Waters e Signs of the Sojourner, ma anche Spiritfarer di Thunder Lotus Games) ed esperienze che hanno ragionato sul nostro rapporto con quella che convenzionalmente chiamiamo “natura” e con le conseguenze del cambiamento climatico (Cloud GardensUmurangi Generation e ancora In Other Waters).

-Matteo Lupetti

1. CLOUD GARDENS
Cloud Gardens di Noio

Cloud Gardens consiste in una serie di puzzle in cui dobbiamo invadere ambienti antropizzati e abbandonati (quasi post-apocalittici) con piante. Il gioco funziona un po’ al contrario rispetto a quello che possiamo inizialmente aspettarci: prima dobbiamo piantare i semi (scegliendo tra piante diverse con diverse caratteristiche), e poi dobbiamo spargere negli ambienti piccoli diorami, rifiuti di origine antropica che con la loro influenza fanno crescere la flora, come se le fornissero energia e nutrimento. Quando le piante sono cresciute abbastanza, guadagniamo l’accesso al livello successivo. In Cloud Gardens elementi che chiameremmo “naturali” ed elementi che chiameremmo “umani” si sostengono quindi a vicenda, bilanciandosi senza contrapporsi; qui risolvere i vari puzzle non vuol dire scoprire e ripetere meccanicamente una serie di passaggi predeterminati, ma dare forma a un ambiente secondo il nostro gusto. Il gioco offre anche una modalità sandbox (senza limiti o obiettivi), in cui creare liberamente un piccolo giardino digitale sfruttando elementi sbloccati superando i livelli. Cloud Gardens di Noio è disponibile al momento ancora in Accesso Anticipato, cioè in una versione non ancora definitiva, su PC e Mac.