Il piano nazionale di ripresa e resilienza (next generation italia) e l’ambiente

Quello che segue è il testo della bozza in entrata in Consiglio dei Ministri il 6 dicembre, del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Next Generation Italia) relativamente alla parte dedicata all’ambiente.

“Rivoluzione verde e transizione ecologica. Con la missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica” l’Italia, che pure ha registrato notevoli progressi nella rivoluzione delle emissioni di gas serra, nell’aumento della quota di energia soddisfatta con fonti rinnovabili e nel miglioramento dell’efficacia energetica, intensifica il proprio impegno per far fronte ai nuovi e più ambiziosi obiettivi europei fissati dallo European Green Deal, con un target di riduzione delle emissioni pari al 55% entro il 2030. Raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 richiede investimenti e una vasta gamma di riforme abilitanti. In particolare, lo scenario di delocalizzazione che porterebbe l’Italia alla neutralità climatica entro il 2050 evidenzia un gap emissivo che dovrà essere chiuso tramite tre principali tipologie di azioni:

  • una riduzione della domanda di energia (soprattutto nel settore residenziale/commerciale e in quello dei trasporti);
  • un ulteriore cambiamento nel mix energetico a favore delle rinnovabili, insieme ad una estesa elettrificazione degli usi finali e alla produzione di idrogeno;

(3) un aumento degli assorbimenti della CO2 dalle superfici e dai suoli forestali.

La missione si concretizza in 4 linee di azione (componenti) per quanto riguarda gli investimenti:

  • Impresa verde ed economia circolare
  • Transizione energetica e mobilità locale sostenibile
  • Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici
  • Tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica

Le azioni di investimento saranno accompagnate da alcune specifiche riforme volte a favorire la transizione energetica e la svolta ecologica: la definizione di una strategia nazionale in materia di economia circolare, che si basa su un intervento di riforma normativa, denominato “Circolarità e tracciabilità”: volto all’attuazione del piano d’azione europeo per l’economia circolare e per regolare l’organizzazione e il funzionamento del sistema di tracciabilità dei rifiuti. Vengono inoltre contemplate misure normative volte a favorire la riparabilità, la durabilità, e le forme di riuso/recupero dei prodotti, in particolare di quelli che ricadono in catene del valore strategiche o individuati in base all’impatto ambientale e al loro potenziale di circolarità. La strategia prevede, tra l’altro, la nascita di un hub tecnologico nazionale e centri di competenza territoriali per l’economia circolare a supporto del sistema produttivo. Gli investimenti in cui si concretizzano le quattro componenti della missione Rivoluzione verde e trasmissione ecologica sono distribuiti su 13 progetti per un ammontare complessivo di risorse pari a 74,3 miliardi di euro.”

Adriano Pistilli

Responsabile Tecnico Gestione Rifiuti, esperto di Diritto Ambientale


Redazione

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