Dalla Puglia con furore…in area di rigore

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L’11 titolare pugliese più forte di sempre

La Puglia non è solamente un territorio ricco di cultura e di storia, che vi invitiamo a visitare quanto prima, ma è anche la culla del bel calcio giocato. Da noi sono nati infatti formidabili calciatori che in Serie A, seppur in epoche diverse, hanno giganteggiato. Volete che vi facciamo qualche nome e cognome? Pensate per esempio al “ruvido brindisino” Antonio Benarrivo, che in difesa non sbagliava un colpo, oppure al tutto-campista, come si direbbe oggi, il leccese Franco Causio. A noi ne vengono in mente altri 9. Se la matematica non è un’opinione, 9+2 fa 11, l’11 titolare pugliese più forte di sempre! Usando un po’ di immaginazione, ma fino a un certo punto, ora siamo pronti a schierare una formazione di calcio che supererebbe qualsiasi avversario, anche la Juventus dei record.

Da Chimenti a Materazzi: una linea difensiva super-blindata

Preparatevi perché i nomi che stiamo per farvi sono grandiosi. Partendo ovviamente dall’estremo difensore, ecco che a custodire gelosamente i pali della nostra porta c’è Antonio Chimenti. Il barese classe ’70 non è proprio un signor nessuno visto che in carriera ha indossato maglie pesanti come quelle di Roma e Juventus. L’esperienza per fermare qualsiasi attaccante dunque non gli manca. Già, ma chi lo proteggerà dalle sfuriate dei bomber più prolifici? Quattro stopper vecchio stampo che non lasceranno passare nemmeno una mosca. Ovvero? Antonio Benarrivo, Pasquale Bruno, Marco Materazzi e Lorenzo Amoruso. Il primo, brindisino classe ’68, è una garanzia perché tra scivolate e contrasti ruvidi è sempre stato insuperabile. Non bello da vedere quando aveva il pallone tra i piedi, l’ex totem del Parma sa bene come si sta in campo e come si vince qualche trofeo importante, nazionale e internazionale. Il secondo, forse meno noto al pubblico più giovane, è ancora oggi ricordato per essere stato il calciatore più duro della storia. Occhio CR7 perché il nativo di San Donato di Lecce non ti lascerà ricevere nemmeno un pallone senza entrarti sulle gambe (una volta era consentito). Lui di sicuro lo conoscete: Matrix, il difensore più famoso al mondo per le vicissitudini legate al mondiale vinto dall’Italia nel 2006, oltre a difendere, sa come spingersi in avanti e segnare qualche goal di testa direttamente da palla inattiva. Infine non potevamo non schierare il Maestro Amoruso, come soprannominato dai tifosi inglese e scozzesi per la sua abilità nel contrastare e nel segnare su punizione. Cosa ne pensate della nostra linea difensiva super-blindata? Non male, vero?

Un centrocampo muscolare e allo stesso tempo di fantasia

A centrocampo ci disponiamo a 3, e che 3! Antonio Conte, Franco Causio e Francesco Moriero hanno il delicato compito di fare da filtro davanti alla difesa e di creare gioco. E sono in grado? Eccome, visto che da un lato abbiamo l’attuale allenatore dell’Inter, che con la maglia della Juventus sapeva “picchiare” duro, e dall’altro lato il Barone che in tutta la sua carriera è riuscito a inventare giocate pazzesche dal nulla. E Moriero? Un giocatore che segna in rovesciata contro il Neuchâtel Xamax e che corre a perdifiato, volete forse non schierarlo? Sarebbe da incoscienti visto che da fanta-allenatori noi ne apprezziamo l’imprevedibilità. Per farla breve: un centrocampo con Conte, Causio e Moriero è il non plus ultra perché avrebbe tutto per fare bene. Fisicità, fantasia e capacità di interdire/costruire sarebbero le sue armi più affilate, armi che ipoteticamente parlando permetterebbero al nostro top 11 di duellare con la Juventus degli ultimi 10 anni (e pensate che non vi abbiamo ancora svelato i nomi e i cognomi degli attaccanti!). Ovviamente stiamo fantasticando, ma se per assurdo potessimo davvero comparare le quote scudetto dei bianconeri con quelle della formazione pugliese più forte di sempre, secondo voi a chi andrebbe il prestigioso titolo? La risposta appare scontata.

Un trio d’attacco atomico

Eccoci giunti al trio d’attacco. La nostra scelta è caduta Fabrizio Miccoli, Nicola Amoruso e Antonio Cassano. Partiamo con il dirvi qualcosa del nativo di Nardò. Soprannominato il Romario del Salento per velocità, dribbling ubriacante e tiro potente così simili al super-campione brasiliano, Miccoli è una seconda punta con il fiuto per il goal che noi schiereremmo ben volentieri perché uno che si abbassa a prendere palla e attira su di sé i raddoppi avversari ci servirebbe. E “Nick piede caldo” invece? Amoruso fa proprio al caso nostro considerando che la sua capacità di essere incisivo anche a partita in corso nel calcio di oggi è un valore aggiunto. Nicola, soprattutto quando vestiva la maglia della Juventus, era chiamato a scendere sul terreno di gioco anche per pochi minuti, con noi invece sarebbe titolare fisso. Il suo essere una prima punta rapida nei movimenti è ciò che ci serve per disorientare qualsiasi squadra avversaria. Non dare alcun punto di riferimento, si sa, è premiante, soprattutto se nella nostra mente vogliamo provare a battere la Juventus pretendente al titolo. Ed eccoci giunti al giocatore più forte e più pazzo di tutti i tempi: Antonio Cassano. Non possiamo non approfittare dei suoi colpi geniali e dei suoi goal pazzeschi, ma possiamo, e dobbiamo, fare a meno dei suoi colpi di testa intesi come cassanate. La nostra idea è di inserire solo ed esclusivamente il “Cassano più anziano”, quello che giocava a calcio con pochi grilli per la testa e non la sua versione junior di Bari, Roma e Real Madrid. Non possiamo permetterci di vederlo litigare con tutti e vederlo scherzare in campo. Qui si fa sul serio, e se il nostro 11 titolare pugliese vuole essere il più forte di sempre deve restare concentrato.

La tecnica da sola non basta

Nel calcio moderno la tecnica da sola non basta per fare la differenza. La tenuta psicologica unita alla massima attenzione in campo sono aspetti da curare soprattutto per chi come noi può idealmente schierare un 4-3-3 pazzesco, a tratti irreali, che vuole sempre vincere. Pensandoci bene, ma come si può perdere con Chimenti, Benarrivo, Bruno, Materazzi, L. Amoruso, Conte, Causio, Moriero, Miccoli, N. Amoruso e Cassano? Non si può proprio.