Cgil, una manovra con testa e cuore

Cgil, una manovra con testa e cuore

Richieste sui contenuti, ma anche sul metodo: “C’è l’esigenza di un cambiamento radicale”. Ecco le istanze sindacali punto per punto. 

di Simona Ciaramitaro  

La Cgil è impegnata nella fase degli emendamenti alla legge di Bilancio per superare il gap rappresentato dalla sua illustrazione ai sindacati solamente dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri. Circostanza che non ha dato spazio al confronto sulle norme da inserire nel provvedimento. I sindacati, unitariamente, hanno “chiesto incontri a tutti i gruppi parlamentari” presentando emendamenti mirati per apportare modifiche o integrare temi al momento assenti dal testo presentato. Il provvedimento attende l’approvazione delle camere che dovrebbe avvenire prima di Natale con la presentazione, come è ormai consuetudine, del maxiemendamento del governo che dovrebbe introdurre tutte le modifiche che corrispondono al lavoro fatto dalle commissioni parlamentari e alle esigenze del mondo che sta al di fuori di Camera e Senato.

    Alcune misure contenute nella legge di Bilancio sono giudicate dalla Cgil positivamente, altre bisognose di un’integrazione e altre ancora, “in particolare per ciò che riguarda politiche industriali e investimenti”, ricche di criticità che è necessario “provare a correggere attraverso alcuni emendamenti mirati”. Le richieste del sindacato sono di merito, ma anche di metodo affinché si apra un confronto costante e preventivo per arrivare a decisioni utili al Paese, visto anche che la crisi che stiamo vivendo pone l’esigenza di un cambiamento radicale. In estrema sintesi elenchiamo per capitoli alcune delle richieste.

    Politiche del lavoro e contratti. Nuove misure a copertura dei segmenti più fragili del mercato del lavoro affinché nessuno resti escluso dai vari interventi di protezione sociale previsti; interventi di riconversione e riqualificazione produttiva delle aree di crisi in discontinuità col passato; riforma degli ammortizzatori sociali e potenziamento delle politiche attive; massiccio ricorso ai contratti di solidarietà a sostegno dell’occupazione.

    Pubblica amministrazione. Superamento dei vincoli per le nuove assunzioni a tempo indeterminato; incremento delle risorse per i contratti del settore

    Politiche per il Mezzogiorno. Stop alle decontribuzioni a pioggia e visione ampia e a lungo termine delle misure da adottare

    Politiche fiscali. Maggiori risorse per la futura riforma che dovrà necessariamente andare di pari passo con quella delle prestazioni anche monetarie alle famiglie: la Cgil insieme a Cisl e Uil ha presentato una piattaforma unitaria che individua gli obiettivi primari di intervento a partire da una revisione dell’Irpef in una direzione maggiormente progressiva.

    Scuola, formazione, università, ricerca. Potenziamento consistente del di finanziamento per edilizia e innovazione tecnologica, considerata la rilevanza del comparto.

    Attuazione del piano nazionale per la ripresa e la resilienza. Rafforzamento delle condizionalità nell’utilizzo (occupazione, innovazione, formazione); un quadro coerente di investimenti pubblici, di un “governo selle specializzazione produttiva del Paese attraverso un indirizzo e un governo delle politiche industriali”.

    Politiche industriali e di sviluppo. Subito una “cabina di regia” con la partecipazione di tutte le parti sociali; intervento sull’uso delle identità digitali da parte dei colossi del web con la nascita di una piattaforma pubblica, alternativa ai monopoli privati.

    Transizione verde e clima. Visione e pianificazione del cambiamento, vista l’assenza di scelte precise sulla individuazione di missioni e progetti che dovranno essere sviluppate nel Piano nazionale di ripresa e resilienza; maggiori risorse per la riconversione verde (infrastrutture per la produzione e distribuzione delle energie rinnovabili, manutenzione del territorio, prevenzione del dissesto idrogeologico e adattamento ai cambiamenti climatici, bonifiche dei siti inquinati).

    Infrastrutture e mobilità sostenibile. Costruire un intervento integrato che metta in relazione, ad esempio, una diversa organizzazione degli orari delle scuole con la rete del trasporto pubblico locale.

    Previdenza. Riconoscimento della fragilità all’interno delle categorie dell’ape sociale e dei precoci, allargamento della platea dei disoccupati per l’ape sociale e precoci; intervento per ridurre l’impatto del Pil negativo sulla rivalutazione del montante contributivo.

    Politiche sociali. Riordino delle politiche di sostegno economico all’infanzia con l’introduzione di un unico strumento rivolto a tutti i minori.

    Misure sulla sanità. Legge quadro sulla non autosufficienza, anche a causa dell’assenza di misure in questo campo. 


Redazione

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