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Mes: ok del Senato a risoluzione maggioranza con 156 si e 129 no. Renzi attacca Conte

 L’Aula del Senato, oltre alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del premier Giuseppe Conte in vista del Consiglio europeo, ha approvato anche quella presentata da Emma Bonino e Azione, sulla quale il governo aveva espresso parere favorevole ma condizionato da una modifica. I voti favorevoli sono stati 147, quelli contrari 127 mentre sei senatori si sono astenuti. Subito dopo l’approvazione della risoluzione di maggioranza, la seduta era stata sospesa per le proteste dei senatori del centrodestra, che hanno mostrato dei cartelli in Aula. Le risoluzioni dell’opposizione, invece, sono state precluse.

156 si’ a Palazzo Madama. Cinque voti in meno della maggioranza assoluta, che pure in questo caso non era richiesta. Il premier, che a sera si dice “tranquillo”, si appella ai deputati e senatori e chiede “massima coesione”: i distinguo fisiologici – dice – non devono pregiudicare il raggiungimento “degli obiettivi che ci stanno a cuore” e che “giustificano la nostra presenza qui”.

“Noi non scambieremo il nostro si’ alla proposta di governance con uno strapuntino o con un aggiungi un posto a tavola”. Lo ha detto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, intervenendo al Senato. “Non stiamo chiedendo che nella cabina di regia ci anche un ministro di un colore politico vicino al nostro – ha aggiunto -. Il 22 luglio abbiamo chiesto una cosa: di fronte ai 200 miliardi da spendere o il parlamento fa un dibattito vero, oppure perdiamo la dignita’ delle istituzioni”.

Standing ovation del centrodestra al termine del discorso di Matteo Renzi in Senato. Il leader di Italia Viva ha attaccato fortemente il premier Giuseppe Conte, sortendo dagli scranni delle opposizioni gli applausi scroscianti di tutti i senatori, compreso Matteo Salvini.

Matteo Salvini che si complimenta, Luigi Zanda ad applaudire. Il duro intervento di Matteo Renzi nei confronti di Giuseppe Conte ha raccolto consensi trasversali. Diversi applausi anche dai banchi Pd.

In Parlamento “serve dirsi le cose in faccia” aveva detto Renzi. L’ex segretario Pd ha ribadito nell’aula di palazzo Madama il suo no al progetto di Governance del Recovery plan, alla cabina di regia e ai tecnici a capo dei dipartimenti. “E’ bene essere chiari. Noi non scambieremo il nostro sì alla proposta di Governance per uno strapuntino o un ‘aggiungi un posto a tavola’. Non stiamo chiedendo che nella cabina di regia ci sia un ministro di un colore politico più vicino al nostro”, è la premessa. Il progetto andrà discusso in Parlamento “in un dibattito aperto e franco”. Iv “non è disponibile” a utilizzare un emendamento alla legge di bilancio per decidere chi gestirà i 209 miliardi né ad avallare una fondazione sui servizi segreti. “Se c’è un provvedimento che tiene la Governance del Next generation Ue e la norma sui servizi segreti noi votiamo contro”, mette in chiaro. Renzi rivolgendosi a Conte aggiunge: “Dica ai suoi collaboratori che chiamano le redazioni dei giornali per dire che Iv è in cerca di poltrone che se ha bisogno di qualche poltrona ce ne sono 3 a sua disposizione, due da ministro e una da sottosegretario”, tuona. Nessuna mediazione, quindi. “

“Grande soddisfazione per il voto di oggi di Camera e Senato. E’ un’importante conferma della coesione della maggioranza su un chiaro indirizzo europeista e del lavoro positivo svolto dal governo in Europa. Un mandato pieno che consente l’introduzione anticipata del common backstop e rafforza il ruolo e le ragioni dell’Italia per il completamento dell’Unione bancaria e la riforma dell’Unione economica e monetaria”. E’ quanto dichiara il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri.

“L’approvazione da parte delle due Camere della posizione a sostegno del Mes e’ una buona notizia. Quella riforma e’ figlia anche degli sforzi e dell’impegno del governo Italiano per migliorare una opportunita’ di credito che il Pd continua a vedere utile per l’Italia. Ora per andare avanti e’ importante trovare soluzioni, soprattutto da parte del governo, ai tanti nodi aperti nella maggioranza”. Lo dichiara il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

“Oggi Forza Italia alla Camera e al Senato ha votato in modo compatto e coerente contro la ratifica di una riforma del Mes che non è né nell’interesse dell’Italia né in quello dell’Unione Europea. Noi abbiamo chiesto fin dallo scorso anno, prima della pandemia, una diversa e più profonda riforma del Mes, che ne facesse un vero strumento paragonabile a un Fondo Monetario Europeo, sotto il controllo delle istituzioni dell’Unione. Siamo contro questo Mes, frutto di un cattivo accordo fra stati, proprio perché siamo convintamente europeisti. Il nostro è stato un voto coerente con la nostra storia, i nostri valori, la nostra cultura liberale cristiana ed europeista”. Così Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, in una nota.

Roberto Berardi, Sandro Mario Biasotti, Paola Binetti, Andrea Cangini, Antonio De Poli, Niccolò Ghedini, Antonio Saccone, Salvatore Sciascia, Laura Stabile. Questi i nomi dei 9 senatori di Forza Italia che non hanno partecipato al voto sulla risoluzione di maggioranza relativa alla riforma del Mes.

Il Governo rischia dopo l’ultimatum di Renzi sulla governance del Recovery plan? Come abbiamo dimostrato lavorando insieme sul Mes, il Governo lavora con il Parlamento. Appena il Cdm delibererà sulla Governance manderà il progetto in Parlamento. Dall’inizio per tutto il pacchetto abbiamo deciso di lavorare con il Parlamento. La norma deve essere ancora discussa, sarà tutto alla luce del sole”. Così il ministro per gli Affari europei Enzo Amendola.

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