T. Tuccillo omaggia Saverio Mercadante con una personale

Arte, Cultura & Società

Un giovane architetto e musicista di Napoli  omaggia con una mostra il grande compositore altamurano Saverio Mercadante nel  150° anniversario della sua morte

Giovanni Mercadante 

foto dell’Arch. Tommaso Tuccillo 

Mentre ad Altamura a causa dell’epidemia del covid-19 le celebrazioni  del 150° anniversario della morte (17 dicembre 1870-17 dicembre 2020) del musicista altamurano Saverio Mercadante  sono in corso in  maniera molto soft, anzi si parla solo nei piani alti senza alcun rumore, ecco che un  giovane napoletano sta omaggiando  in questi giorni nella città partenopea il Cigno del melodramma italiano con una sua mostra personale. 

Ad Altamura, purtroppo, fatta eccezione di un convegno in remoto organizzato il mese scorso a cui hanno partecipato insigni  musicologi, al presente sembra che un concerto previsto al Teatro Mercadante il 17 dicembre prossimo è stato rimandato a data da stabilire per le restrizioni ministeriali della sanità. Altri tre precedenti convegni sono stati organizzati a Napoli, Milano e Vienna, quindi l’ultimo ad Altamura.

Chi è il giovane innamorato della figura di Saverio Mercadante che è stato stregato dalla sua  musica?

E’ l’arch. Tommaso Tuccillo (1977) di Napoli, laureato nel 2012 con lode in Architettura all’Università degli studi di Napoli “Federico II”, con tesi di laurea intitolato “I Teatri di Napoli – Il teatro del Fondo ed il suo contesto urbano”. 

 Saverio Mercadante

Napoli – Immagine d’epoca – a sinistra al centro il Teatro Mercadante 

Le sue ricerche sulla figura del famoso musicista altamurano lo hanno portato a contattare lo scrivente tramite  il suo concittadino Ciro La Rosa, amico in comune, grande storico e appassionato di Araldica col suo sito “Il Portale del Sud”.

Domanda: Come nasce l’interesse alla figura del glorioso musicista altamurano?

Risposta: Nasce dall’approfondimento alla mia tesi di laurea sul REAL TEATRO DEL FONDO di Napoli, costruito nel 1778 per volontà di S.M. Ferdinando IV di Borbone (Ferdinando I  Re di Napoli) con l’intenzione chiara di dare dignità al genere dell’Opera Buffa,  alla Commedia dell’Arte, alla Commedia comica insomma… fino a quel momento sotto-categorizzata, ma che a 40 anni dalla costruzione del Teatro S. Carlo, il cosiddetto  MASSIMO NAPOLETANO, stava avendo ampi successi anche tra la nobiltà e dai sovrani stessi.

Dal 1870, e quindi, ben 150 anni fa, in occasione della morte di Saverio Mercadante, direttore del Conservatorio di Musica S. Pietro a Majella di Napoli, il Real Teatro del Fondo cambiò nome in onore alla sua memoria e dal 1871 si chiamò (e si chiama tuttora) Teatro Mercadante.

Inoltre, l’approfondimento è proseguita nel tempo in virtù del fatto che la mia stessa tesi, dopo 8 anni, è diventata una mia personale mostra storica allestita nelle vicinanze del teatro stesso, purtroppo  chiusa  a  due giorni dal debutto a causa del DPCM/Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che ha chiuso ogni qualsiasi tipo di evento culturale.

D: Quali documenti storici ha messo in evidenza nella mostra?

R: Innanzitutto  espongo la mia tesi che è il documento importante di partenza da cui sviluppo tutte le mie ricerche, fino alle splendide tavole del progetto di costruzione del Teatro Mercadante a Napoli. Disegni e immagini d’epoca che rendono la mostra molto fascinosa, come un manifesto  sul convegno di poeti, scrittori e pittori Futuristi tenutosi il 9 aprile 1910 che si concluse con una  inaspettata e spettacolare zuffa   per le idee divergenti tra i partecipanti sul contenuto del Manifesto.

Poiché  oltre ad essere architetto, sono anche un musicista, con laurea in pianoforte conseguita al Conservatorio S. P. a Majella, nel programma della mia mostra ho previsto degli intermezzi musicali  con arie di S. Mercadante per far gustare e apprezzare la sua musica.

D: Quali sono state le fonti delle Sue ricerche su Mercadante?

R: Relativamente al musicista Saverio Mercadante  e in relazione al teatro napoletano, le fonti sono innanzitutto il libro del prof. Tobia Toscano, “Il teatro Mercadante: la storia, il restauro”, Electa Napoli, 1989 e le enciclopedie universali Curcio e Treccani.

D: Ha aneddoti legati al Mercadante con la sua terra natia?

R: Più che un aneddoto, la cosa singolare che mi ha incuriosito (e che mi incuriosisce ancora non fosse altro per i diversi e distanti luoghi) resta, a quanto pare e come riporta l’enciclopedia Treccani, il suo duplice battesimo.

Saverio Mercadante fu battezzato una prima volta nel  Duomo di Altamura il 17.9.1795 , “sub conditione”,  in quanto figlio di genitori sconosciuti. Sempre secondo la Treccani, due anni dopo, precisamente nel giugno 1797 (documento ritrovato nel 1806 quindi nel periodo murattiano)  si ritroverà un secondo atto di battesimo di Saverio Mercadante questa volta in Napoli, nella chiesa di  S. Maria in Cosmedin, stavolta figlio di Don Giuseppe Orazio Mercadante e Rosa Bia.

La presenza di quest’ultimo documento lo agevolerà molto nella domanda di ammissione presso l’allora Conservatorio partenopeo di S. Sebastiano, già REAL CONSERVATORIO DI MUSICA di NAPOLI, ex Conservatorio della Pietà dei Turchini, trasferitosi in toto, nei locali del Monastero delle Dame Monache sito in prossimità dell’odierna Via S. Sebastiano in Napoli.

Dall’albero genealogico della famiglia Mercadante è palese l’illegittimità del bambino Saverio Mercadante, in quanto il padre D. Giuseppe, si era sposato in prime nozze nel 1790;  dopo appena 5 anni di matrimonio, nasce Saverio Mercadante ma “frutto illegittimo” di un’altra relazione del padre, molto probabilmente e alla luce di questi passaggi battesimali, regolarizzata  qualche anno dopo. 

D: Possibili eredi alla luce dei Suoi  approfondimenti, al di fuori di remote parentele altamurane?

R: Questo approfondimento alla mia tesi di laurea si sta rivelando una scoperta continua . Lui è stato per molti anni qui a Napoli.

(Glielo dico io; c’è un discendente in linea femminile: Francesco Rodriguez, con cui sono in contatto, che nel 2018 donò il pianoforte  al Conservatorio S. Pietro a Majella; il pregevole strumento ereditato in famiglia, era appartenuto a Saverio Mercadante).

D: Ritiene di fare un salto ad Altamura per ulteriori approfondimenti?

R: La possibilità di approfondire personalmente sul posto.. ad Altamura?

Ne sarei profondamente onorato. Magari potessi, ma al momento con le restrizioni non mi è possibile. Ma, come detto, c è tempo. Verrò senza dubbio. Da storico dei teatri, mi piacerebbe mettere piede nel vostro Teatro Mercadante, scoprirne le analogie con quello napoletano, oltreché la sua casa natia e visitare tutta la vostra Altamura. Magari, sul serio, non appena possibile, verrò senz’altro e ringrazio al momento tutti voi per avermi dato la possibilità di un confronto nel nome del ‘Divino tra i Divini’ già ‘Cigno di Altamura’, ovvero il grande Maestro Saverio Mercadante.

C’è tempo! Grazie di tutto.