“Tra dieci minuti vostro padre muore”. Cosa succedeva all’ospedale Moscati di Taranto?

“Tra dieci minuti vostro padre muore”. Cosa succedeva all’ospedale Moscati di Taranto?

I decessi dei pazienti, i sospetti casi di malasanità, i furti e l’infezione provocata da un batterio che alcuni avrebbero contratto durante il ricovero. Sono mnolti i fronti di indagine aperti dalla Procura del capoluogo pugliese

Pazienti, coronavirus

È stato al centro di tante iniziative di solidarietà nella scorsa primavera, con la prima ondata Covid. Adesso, invece, l’ospedale Moscati di Taranto rischia di finire nella bufera. Diverse sono le segnalazioni e gli esposti alla Magistratura da parte di familiari dei ricoverati, alcuni dei quali deceduti, che denunciano furti, oggetti personali scomparsi, carenza di assistenza e anche atteggiamenti non corretti professionalmente da parte di medici e infermieri.

Tutti episodi sui quali sono in corso i necessari accertamenti. Ha fatto scalpore quanto dichiarato da Angela Cortese, che ha perso per Covid il padre Francesco, 78enne ed ex poliziotto. L’uomo è stato ricoverato al Moscati. “Venitemi a prendere, qui muoio”: così l’uomo si è rivolto alla figlia chiamandola col cellulare il 3 novembre qualche giorno dopo il ricovero. E alla richiesta di spiegazioni da parte della figlia Angela, un medico, secondo quanto detto dalla stessa donna, le ha risposto: “Suo padre non collabora, non vuole mettersi la maschera Cpap, fra dieci minuti morirà, preparatevi”. La donna parla di aggressione verbale da parte del medico.

Per Tina Albanese, invece, “la madre è rimasta senza cibo e non è stata cambiata per ore”. La donna è morta per Covid e la figlia ha affermato che dalla borsa della madre sono scomparsi degli effetti personali. A queste segnalazioni, se ne aggiungono diverse altre dello stesso tenore. Non ci sarebbe ancora una vera e propria inchiesta da parte della Procura di Taranto, ma sono state comunque avviate delle attività finalizzate a chiarire e ad acquisire elementi conoscitivi su alcuni fronti: i decessi dei pazienti, i sospetti casi di malasanità, i furti e l’infezione provocata da un batterio che alcuni avrebbero contratto durante il ricovero.

Si muovono le istituzioni oltre alla Procura. Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ha convocato il direttore generale Asl Taranto, Stefano Rossi, per un “chiarimento definitivo”. Per il sindaco, “si tratta di vicende che, se confermate, oltre a essere di una gravità inaudita, vanificherebbero gli sforzi che l’intera comunità sta compiendo e che, in particolare, stanno compiendo le istituzioni di ogni genere per garantire i diritti fondamentali dei cittadini in questo particolare periodo”.

“Nessuna emergenza, infatti – commenta il sindaco di Taranto – può giustificare abusi e superficialità o deroghe al corretto esercizio di qualsiasi genere di servizio essenziale”.

“Non pretendo una preventiva assoluzione di quanti dovessero porre in essere comportamenti o atti contrari alla scienza e all’umanità che devono connotare il nostro agire – afferma Cosimo Nume, presidente Ordine medici Taranto – anzi anche l’Ordine avvierà una propria istruttoria per il puntuale accertamento dei fatti e gli eventuali adempimenti di competenza”.

“Ma altrettanto chiedo – afferma Nume – che si evitino preventive condanne per episodi sui quali è giusto e doveroso che faccia luce l’autorità giudiziaria, opportunamente interessata e nella quale riponiamo massima ed incondizionata fiducia”. “Faccio appello a tutti perché si ricostruisca, pur nelle difficoltà di questi tempi bui, un clima di serenità intorno a tutto il personale sanitario” auspica il presidente dei medici di Taranto.

Nessuna presa di posizione, per ora, da parte di Asl Taranto, se non sull’aspetto degli oggetti personali dei ricoverati, che per alcuni familiari sarebbero scomparsi. Per Asl, invece, nelle singole strutture “sono custoditi e repertoriati numerosi piccoli oggetti di valore ed altri effetti personali”.

Proprio “nella cassaforte allocata nel Punto di Primo Intervento del 118 del presidio ospedaliero “San Giuseppe Moscati” – puntualizza Asl – sono custoditi oggetti preziosi, mentre altri effetti personali quali valigie, telefoni e relativi carica batteria, sono conservati in aree dedicate del reparto”. Ma è una puntualizzazione, questa, che investe solo un aspetto della vicenda che necessita invece di un chiarimento complessivo.

Il Moscati è il secondo ospedale di Taranto. In primavera ha gestito da solo il Covid, adesso, invece, gli sono stati affiancati altri ospedali della provincia, una clinica privata a Taranto e l’ospedale della Marina Militare nel capoluogo. Questo ha contribuito a ridurre la pressione dei ricoveri per Covid che nelle scorse settimane ha superato anche quota 100.

A venerdì sera il Moscati aveva in carico 64 pazienti affetti da Covid così distribuiti: 26 presso il reparto Malattie Infettive; 26 presso il reparto di Pneumologia e 12 nel reparto di Rianimazione. Inoltre, tutta la provincia contava 248 ricoverati per Covid e altri 43 post Covid. Per numero di casi, il Tarantino, dall’essere in primavera ultimo in Puglia, adesso è terzo, dopo Bari e Foggia, con 7.039 casi totali dall’inizio della pandemia. Agi


Redazione

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