Il libro che racconta tutti i caratteri delle ‘molestie’

Arte, Cultura & Società

‘Molestie Morali. Se incontri il cannibale uccidil’ scritto da Simonetta Ramogida, giornalista e scrittrice, con la Prefazione di Laura Muscardin, regista e sceneggiatrice. Si snoda “con ritmo costante in un condensato di storie, suggestioni, emozioni, un viaggio nei luoghi dell’anima alla ricerca del sé”

“Raccontare tutti i caratteri che possono assumere le molestie, anche quelle più nascoste, più inverosimili, più difficili da riconoscere, perché alcuni comportamenti fanno parte del nostro costume e spesso non vengono riconosciuti come tali, e la difficoltà maggiore diviene quella di decifrarli”. Questo è uno degli obiettivi di ‘Molestie Morali. Se incontri il cannibale uccidil’ scritto da Simonetta Ramogida, giornalista e scrittrice, con la Prefazione di Laura Muscardin, regista e sceneggiatrice.

In una nota si specifica inoltre che “non bisogna dimenticare che le molestie possono riguardare anche gli uomini, sia nel lavoro che nella vita privata: ‘Il Caso Spotilight’ è un film bellissimo di Tom MacCarty che parla di violenze sessuali sui ragazzi a Boston ma e’ solo del 2015. Sono prese di coscienza, fino al MeToo delle suore che raccontano di essere state molestate dai preti”.

Il libro si snoda con ritmo costante in un condensato di storie, suggestioni, emozioni, un viaggio nei luoghi dell’anima alla ricerca del se’. E una esperienza di psicoterapia ericksoniana diviene cosi’ l’espediente per disegnare quel file rouge che lega forse quasi tutte le forme di violenza. Il ricordo di bambina della protagonista Anna, di don Mario e del confessionale rappresenta solo il primo incontro con le molestie.

Il bullismo della sua amica Angela rappresenta ancora un nuovo episodio di molestie a cui Anna non poteva proprio essere preparata. E poi il mondo del lavoro. Il finale pero’ e’ lieve: Anna ‘uccide’ il suo cannibale, in senso metaforico naturalmente. “Vuoi essere felice o vuoi avere ragione? Continua come una ninna nanna che si perpetua ogni sera l’invito della sua dottoressa. Anna sceglie di essere felice, non ha bisogno di vendette e anche se e’ successo proprio a lei riesce a guardare il mondo attorno ancora con quegli occhi pieni di stupore, di magia, di emozione”.