Parliamo di WAP, il singolo di Cardi B con Meghan Thee Stallion

Arte, Cultura & Società

WAP sta per “Wet ass pussy” tradotto grossomodo “Figa bagnata”. Il video è una celebrazione della cultura pornografica: le performer indossano indumenti altamente sessualizzati e replicano esattamente le immagini che gli uomini creano e vendono ad altri uomini nella pornografia.

La sessualizzazione femminile nell’industria musicale è dilagante, ma Cardi B e Meghan Thee Stallion non sono le uniche coinvolte. In passato, un’adolescente di nome Britney Spears è diventata famosa vestendosi come una scolaretta e supplicando il suo amante con “hit me baby one more time” (colpiscimi un’altra volta).

Miley Cyrus è diventata più famosa dondolando nuda su una palla da demolizione, piuttosto che per la sua voce, e realizza video altamente sessualizzati diretti da uomini come Terry Richardson (che è stato accusato di violenza sessuale da alcune delle modelle con cui ha lavorato).

Spesso infatti queste donne e le loro esibizioni sono gestite e dirette da uomini.

Larry Rudolph, per esempio, è l’uomo dietro il video di Britney ‘Baby One More Time’. Forse non sorprende che ora sia anche il manager di Miley – ed è lui l’uomo dietro la famosa esibizione durante la quale Miley twerkava strusciandosi su Robin Thicke agli MTV Music Awards. Ha anche dato vita a un gruppo di ragazze chiamato G.R.L. insieme al fondatore delle Pussycat Dolls, Robin Antin, e ai produttori Max Martin e Dr. Luke, il quale si dà il caso sia l’uomo dietro il successo di Kesha – e indovinate un po’? Kesha da allora sta portando avanti una battaglia legale contro lui, accusandolo di aver abusato di lei per anni.

L’industria musicale è un’industria dominata dagli uomini. Gli uomini che detengono il potere e che scrivono la maggior parte delle sceneggiature dei video, affermano sempre che l’immaginario sessuale è vitale se un video deve vendere o se deve diventare virale sui siti di social media, che sono un’altra grande piattaforma di marketing.

I corpi delle star vengono sfruttati per il profitto perché sappiamo bene quanto l’oggetificazione femminile faccia guadagnare.

La palese sessualizzazione può essere mascherata da emancipazione femminile, ma a chi si rivolgono queste manifestazioni sessuali, e quali sono i risultati?

Certamente, vendono musica – ai fan di ambo i sessi. Ma vendono anche messaggi: messaggi che dicono che il valore delle donne si basa sulle dimensioni e la forma delle loro parti del corpo e sulla loro capacità di appagare sessualmente gli altri. Messaggi che dicono alle ragazze che essere sessualizzate è parte del loro essere femmine, e che dicono ai ragazzi che le donne sono sempre sessualmente disponibili per loro. È chiaro che il contenuto del video è volto a stuzzicare lo spettatore di sesso maschile e a spingere le spettatrici ad emulare ciò che stanno guardando.

Davanti a queste esecuzioni si fa presto a parlare di “trionfo della sessualità femminile”, il che dimostra che non riusciamo nemmeno a concepire una sessualità femminile che non ruoti intorno all’oggetificazione.

La sessualità femminile è così profondamente intrecciata con il nostro sfruttamento che le due cose sono spesso difese come se fossero un tutt’uno.

Il pubblico, totalmente immerso nella cultura del porno, non vuole vedere donne che mettono in mostra il proprio talento, vuole vedere donne nude, piegate a 90 mentre leccano un gelato. Questo non significa celebrare la propria sessualità, ma significa soddisfare le richieste pornografiche dello spettatore, per ottenere in maniera più facile e veloce la fama e i soldi.

Vale la pena chiedersi perché tutte queste pratiche presentate oggi come ‘espressioni della sessualità femminile’ sono radicate così saldamente nel concetto maschile di ‘sexy’. Perché il nostro cosiddetto ‘empowerment sessuale’ è così simile alle immagini pornografiche che gli uomini hanno da tempo imposto alle donne?

Andrea Dworkin offre una risposta nel suo libro del 1983, Right Wing Women:

“Gli uomini hanno costruito la sessualità femminile e così facendo hanno annientato la possibilità di avere un’intelligenza sessuale nelle donne.

L’intelligenza sessuale non può vivere nella sessualità contraffatta che gli uomini hanno confezionato per le donne”.

Non mi sorprende che molte ragazze sperimentino all’improvviso problemi di immagine corporea, considerando che viviamo in un mondo in cui la rappresentazione del nostro asservimento ci viene presentata come il nostro unico percorso verso la maturità sessuale. Dunque io eliminerei immediatamente, facendo anche una petizione, firmato da donne  e non solo per tutte quelle maledette volte che vengo/ veniamo messe sui mercati di  pubblicità .non più  comprensibile se perfino con un assorbente  degustato almeno da me deve continuare a girare in TV  che noi poi paghiamo…per essere esposte a voglie….inumane mi aiutate per cortesia  anche voi ??

Lo avevo già detto e scritto in gruppi vari da me creati. Per es/ se andate a cercare in YouTube  pannolino assorbente  donna vi verrebbe voglia di spaccare la TV poichè non trovo il management pubblicitario.

Violenza sessuale femminile, non lo si ricorda SOLTANTO  annualmente il 25  Novembre!

Nicoletta Montesano Rechtien