Principale Politica Diritti & Lavoro Nuovo dpcm, ristoranti chiusi per Natale e Santo Stefano

Nuovo dpcm, ristoranti chiusi per Natale e Santo Stefano

Lombardia, Piemonte e Calabria arancioni

Ristoranti chiusi a Natale e Santo Stefano, conferma del coprifuoco dalle 22 alle 6 in tutt’Italia, negozi aperti fino alle 22 e blocco della mobilita’ tra tutte le regioni con deroghe per i residenti: queste alcune delle misure del nuovo dpcm anti-Covid che il Governo vuole varare il 4 dicembre. Da domenica Lombardia, Piemonte e Calabria saranno arancioni, mentre la Liguria e la Sicilia diventeranno gialle. L’Rt nazionale scende all’1,08%.

Negozi aperti fino alle 22 per evitare assembramenti e scaglionare quindi gli ingressi. I ristoranti restano chiusi dalle 18. Chiusi, invece, nelle zone arancione, a Natale e Santo Stefano. Lo spostamento tra regioni sara’ possibile solo per residenti nella regione che si vuole raggiungere e diversa da quella da cui ci si muove. Sono alcune delle misure allo studio in vista del nuovo dpcm. L’orientamento del governo sulle norme anti-Covid da introdurre dopo il 3 dicembre e’ emerso nel lungo vertice tra il premier Conte e i capi delegazione. Altra ipotesi allo studio: possibili i trasferimenti transfrontalieri ma al rientro necessaria la quarantena.

Le decisioni non sono blindate, anche perche’ le opinioni su alcune delle norme divergono: un nuovo passaggio sara’ fatto con il Cts e con le Regioni, oltre che nel governo. Ma al termine di un vertice fiume del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza, sembra prevalere la linea di chi vuole blindare il Natale, per limitare i rischi della terza ondata. I nodi da sciogliere sono ancora molti: da confermare l’idea di introdurre una quarantena di 15 giorni per chi, nel periodo natalizio, rientri dall’estero. Per quanto riguarda la scuola sembra prevalere l’orientamento di chi vorrebbe riportare in classe anche le superiori da gennaio, ma il pressing della ministra Lucia Azzolina con M5s e Iv per smettere la didattica a distanza a dicembre e’ forte.

Se la curva dei contagi proseguira’ il suo trend, a meta’ dicembre tutta l’Italia sara’ gialla. Percio’ e’ sulle regole per le Regioni gialle che si sta concentrando il lavoro del governo, fermo restando per quelle rosse e arancioni tutte le restrizioni, che vanno dalle chiusure di bar e ristoranti, a quelle dei negozi nelle aree rosse. Nonostante i dubbi del premier Conte e il pressing di Iv, sembra resistere l’idea di mantenere il coprifuoco dalle 22 alle 6 del mattino anche nei giorni delle feste. Sul Recovery fund al Mes, invece, cil M5s vuole garanzie sul non utilizzo in futuro dei fondi, ma il Pd concede al piu’ di separare i temi della riforma del Recovery.

“Il nuovo commissario per la sanità calabrese è il prefetto Guido Longo. Un uomo delle istituzioni, che ha già operato in Calabria, sempre a difesa della legalità”. L’annuncio arriva su Twitter dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dopo un breve Consiglio dei ministri che pone fine alla querelle sulla sanità calabrese dopo tre dimissioni consecutive. Guido Nicolò Longo – classe 1953, laureato in giurisprudenza – è stato prefetto di Vibo Valentia dal marzo 2017 al maggio 2018, quando si è congedato per sopraggiunti limiti di età. In precedenza Longo è stato dirigente della Squadra mobile, della Dia, del Servizio centrale e questore di Caserta, Reggio Calabria e Palermo. Nel corso della sua carriera Longo è stato protagonista di importanti operazioni antimafia e dell’arresto di numerosi latitanti, da Leoluca Bagarella a Francesco Schiavone “Sandokan”. Un ex “superpoliziotto” viene scelto dunque per sciogliere i nodi della sanità calabrese.

“Vado in Calabria per cercare di dare qualcosa di concreto al popolo calabrese, perché ci vado con il cuore oltre che con il background professionale che mi porto dietro”. Così il nuovo commissario alla sanità calabrese, il prefetto Guido Niccolò Longo, intervenendo telefonicamente nel corso della trasmissione Titolo V. La prima cosa da fare? “Devo vedere un po’ la situazione in modo reale, si dicono e scrivono tante cose, però le cose poi bisogna guardarle e valutarle direttamente”, ha aggiunto il neo commissario.

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