Violenza sulla donna, Cicala: occorre un cambio culturale

Cronaca

Il Presidente del Consiglio è intervenuto al webinar organizzato dalla Crpo di Basilicata in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

BARI -“Mi ha colpito molto il titolo di questo incontro laddove ‘narrazione’ assume, per me, l’accezione più importante, perché narrare per contrastare ci consente intanto di non spegnere mai i riflettori su questo importante tema ma soprattutto di smuovere le coscienze civili perché il contrasto a qualunque forma di violenza ed in questo caso particolare contro le donne, diventi patrimonio di valori di ogni cittadino”.

Così il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Carmine Cicala, intervenendo al webinar “Donne e violenza: quando la narrazione diventa contrastoorganizzato dalla Crpo di Basilicata in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

“Un patrimonio di valori – ha detto – che deve essere insegnato sin da piccoli nel proprio nucleo familiare, poi nella scuola e in ogni ambiente di socialità e convivialità. Non ci dimentichiamo che i comportamenti che ognuno di noi trasmette ai più piccoli, soprattutto nel privato, molto spesso diventano abitudini in quei piccoli che diventano adulti. Per questo occorre partire da un cambio culturale che deve vederci tutti impegnati. Cosi come non bisogna vergognarsi di chiedere aiuto. Non farlo significa pregiudicarsi la possibilità di vivere una vita diversa e concedersi un’altra opportunità prima che la violenza diventi così brutale da non lasciare scampo a chi la subisce”.

“Recentemente – ha aggiunto – ho avuto modo di dire che occorre uno scatto culturale, un cambio di paradigma su questo tema che deve mettere al centro del dibattito il talento ed il sapere della donna. Solo rafforzando il suo ruolo e garantendo maggiori politiche di welfare e di creazione di impresa al femminile cosi come di nuova occupazione, che possiamo dare un segnale concreto. Occorre altresì garantire maggiore sicurezza, maggiore protezione e tempismo quando si denuncia un atto di violenza. Non dobbiamo lasciarle da sole. Dobbiamo farle sentire al sicuro attraverso tutta una rete di supporto che non deve mai venire meno. Una rete ancora più importante nei nostri piccoli centri di provincia dove molto spesso la vergogna di denunciare prende il sopravvento sugli atti di violenza subita”.

“Chi subisce atti di violenza – ha concluso – non deve vergognarsi di denunciare né tantomeno dei giudizi e dei pregiudizi che non sono meno dolorosi della violenza stessa. Chiudo dicendo che insieme possiamo costruire un percorso di progettazione nuovo che affronti in modo trasversale questo tema così come emerso dalle proposte concrete fatte durante il webinar”.