Intervento dopo commemorazione sul terremoto dell’80

Cronaca

Riceviamo e pubblichiamo

Mi sia consentito esprimere un pensiero, denso di affetto e di rispetto e condividerlo con l’assise; abbiamo ricordato il tragico evento del terremoto ma noi tutti, mai come in questo momento storico, siamo consapevoli che il terremoto non è l’unico fremito che scuote la terra, oggi un nuovo temibile fremito sta scuotendo le nostre comunità e come quello dell’Ottanta, forse in maniera più silenziosa, meno impetuosa, ma anch’esso risucchia la parte migliore della nostra umanità, i depositari della vera saggezza, della cultura, dell’esperienza, della storia di questa nostra Terra di Basilicata.

E’ con questo spirito, mai rassegnato, che voglio ricordare tutti coloro che hanno perso la vita a causa del “Coronavirus”, questa insidiosa pandemia, in particolare quest’oggi un pensiero per un nostro conterraneo che proprio in queste ore sta compiendo il suo ultimo viaggio a causa del Covid.

Vorrei ricordare un vero signore della nostra terra, un saggio, un virtuoso, un amministratore capace ed attento, imprenditore serio laborioso e responsabile.

Egli è stato, dopo una prima stagione di commissari, il primo Presidente eletto del Consorzio di Bonifica Vulture Alto Bradano e come tale fu l’ultimo, nel lontano 2003 a vedere il comprensorio del Vulture veramente sano ed in buona salute, poiché garantito e tutelato da quella risorsa idrica che le altre Regioni, nostre contermini, ci invidiavano e che consentiva il mantenimento e lo sviluppo di un territorio che da allora, e dunque da ormai quasi 2 decenni, è logorato e depauperato da una crisi idrica che ogni estate si fa più intollerabile.

Egli fu l’ultimo Presidente ad avere l’orgoglio di vedere il più ampio bacino idrico a gestione consortile della nostra Regione, la diga del Rendina, invasata ed al servizio di tutti gli agricoltori. Da allora tutta l’area del Vulture ogni estate vive la propria abituale emergenza, quella idrica.

Un rispettoso saluto dunque ad un uomo che conosceva il valore del proprio territorio, delle sue risorse e delle sue meravigliose potenzialità.

Queste poche parole in ricordo di quell’amico che tutti amavano chiamare Zio: Mauro Mazzarelli. Fai buon viaggio e che la tua terra ti sia lieve.

Riposa in pace. Ciao ZIO