Startup Weter: come trasformare gli scarti delle olive in risorsa

Economia & Finanza

produce all’incirca 200.000 tonnellate di olio. In poche parole, il Tacco di Italia rappresenta soddisfa il 58% del fabbisogno di olio d’oliva dell’intero Paese. Ma questi processi comportano anche la produzione di sostanza di scarto, non dannose ma che al contrario contengono numerose sostanze organiche utili alla fertilizzazione dei campi. Ed è proprio da questa intuizione che nasce Weter, un progetto che coniuga la valorizzazione dell’agricoltura locale ed il rispetto dell’ambiente.

Come nasce il progetto Weter?

Weter nasce ad ottobre 2019 con l’obiettivo di diventare una piattaforma dove la domanda di acqua finalizzata all’irrigazione dei campi, con l’offerta delle acque di vegetazione prodotte dai frantoi oleari nei periodi di molitura, si incontrano. Le acque di vegetazione sono considerate come un rifiuto da smaltire mediante pratiche agronomiche regolamentata dalla legge 574/96 “Nuove norme in materia di utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e di scariche dei franto oleari”. Questa disposizione disciplina lo smaltimento delle acque di vegetazione in terreni agricoli evidenziandone gli effetti positivi rilevati sui terreni agricoli ed in particolare una maggiore umificazione e dotazione di sostanze fertilizzanti quali fosforo e potassio. La distribuzione diretta su terreno agrario delle acque di vegetazione rappresenta la via preferenziale per procedere al loro recupero, sia per motivi di ordine economico che per esigenze di tipo agro-ecologico. Sono queste le considerazioni che hanno spinto il team WETER a credere che le acque di vegetazione possano trasformarsi da rifiuto a risorsa per il territorio pugliese e non solo..

Da dove deriva il nome?

È stato creato partendo da Water ed inserendo la “e” di e-commerce. L’obiettivo era è quello di far pensare a qualcosa di tecnologico non circoscritto solo alla Puglia.

Chi sono i volti di Weter?

Il progetto imprenditoriale è un’impresa non costituita, un TEAM informale a 3 teste: ha a capo la figura del CEO nei panni di RICCARDO FALLACARA, classe 85 con una significativa esperienza in ambito gestionale e manageriale che gli permette di poter ricoprire il ruolo di Project Manager all’interno del progetto e di occuparsi di tutta la parte economico-finanziaria. La parte tecnica è affidata alle competenze di GIOVANNA SORIANO, classe 84, laureata in informatica, con numerose esperienze nella gestione di web app e piattaforme web, per le quali gestisce il processo di sviluppo e la fase di customer care. L’area di ricerca è seguita da ROBERTO CILLI – EO EXPERT, classe 91, dottorando in fisica industriale. Da tempo lavora su progetti di elaborazione dei segnali e delle immagini satellitari. Il team nasce al Copernicus Hackathon Bari nell’ottobre 2019, posizionandosi al 2° posto della competizione organizzata in collaborazione tra Planetek e Impact Hub, focalizzata nel trovare soluzioni di business al problema dell’acqua, In 8 mesi ha presentato la sua candidatura in competition ed è attualmente impegnato nel programma di accelerazione Copernicus e contestualmente nel programma “Estrazione dei Talenti” promosso dalla Regione Puglia. L’aspetto motivazionale e di convergenza degli intenti tra tutti i componenti del team è stato l’elemento che ha permesso al progetto di muovere i suoi primi passi.  

Quale obiettivo si pone il team di Weter?

  L’obiettivo che il team Weter si pone è quello di sviluppare una piattaforma B2B che faciliti l’incontro tra domanda e offerta delle acque di vegetazione prodotte dalla molitura delle olive – per la fertilizzazione dei campi. L’idea promossa rappresenta un’opportunità interessante per il territorio pugliese, che ad oggi si posiziona tra i più grandi produttori ed esportatori di olio in tutta Italia ma le sue caratteristiche lo rendono una soluzione GLOCAL (Proprio e particolare di una zona, ma capace di sfruttare le opportunità offerte dai processi di globalizzazione per diffondersi a livello mondiale). Weter si pone in un mercato innovativo, in concorrenza indiretta con strutture presenti sul territorio europeo come:

  • Neuropublic (Grecia) si occupa di sviluppo di sistemi informativi in ambito agricolo;
  • Acquasoil (Fasano) si occupa di recupero di reflui urbani ad uso irriguo senza un motore tecnologico di elaborazioni dati,
  • Irrisat (Napoli) si occupa di fornire un livello di consulenza sul fabbisogno irriguo
  • Tersan (Bari) si occupa di produrre fertilizzanti biologici dalla frazione umida dei rifiuti

I competitor descritti presentano differenze per finalità e modello di business. Sono allo stesso tempo indicativi di un bisogno sentito dall’utenza, del potenziale tecnologico rappresentato dai dati satellitari in ambito agricolo e dei requisiti ambientali che padroneggiano il momento storico in cui ci troviamo. Weter racchiude i punti di forza dei suoi principali competitor applicando un modello di business B2B. Questa modalità permette di fornire un servizio e un prodotto in una soluzione turnkey. I prezzi del prodotto saranno in linea con i prezzi dei prodotti irrigui “tradizionali” e molto più bassi dei prezzi dei prodotti “fertilizzanti naturali”.   Rosa Porro, Gabriele Proto