Maria Pia Latorre recensisce: Pensiero efficace, di Antonino Russo

Arte, Cultura & Società

Come raggiungere il successo personale arginando gli effetti dell’ignoranza funzionale?, dichiara con determinazione il sottotitolo di questo bel volume di Antonino Russo, pubblicato da Bruno Editore.

L’opera, articolata in sei parti, una introduttiva, in cui l’Autore, con una serie di domande, racconti di aneddoti e situazioni reali ha la grande capacità di attrarre il lettore alla materia trattata e all’approfondimento della lettura. Segue il corpus dell’opera, costituito da quattro ampi e chiari capitoli che sviluppano l’idea dell’Autore circa il “pensiero efficace”, che val la pena di riportare per inquadrarne i successivi paradigmi e sviluppi: 1.“Riconoscere le diverse forme di ignoranza”, 2.“I problemi derivanti dall’ignoranza funzionale”, 3.“Raggiungere il successo con il funnel model” e 4.“Il mio esempio di percorso nel funnel”; seguono le conclusioni finali, una sorta di viatico alla presa in considerazione e applicazione di tali innovative proposte.

L’Autore sicuramente sa come muovere all’interesse avendo la capacità di sottoporre al lettore aspetti della vita reale di estrema importanza e pregnanza per chiunque, come la ricerca della felicità e del benessere, virati sulla linea della cognizione e dell’esperienza. Per far ciò, si avvale di un apparato di teorie psicologiche, anche se egli stesso afferma di non aver scritto un libro di psicologia.

Il volume muove dai problemi legati all’ignoranza nel suo etimo di “mancanza di conoscenza” e, più nello specifico, all’ignoranza funzionale, verso la percezione che di essa ognuno di noi ha, e al fatto che, talvolta, le persone più competenti tendono a non saper valorizzare e utilizzare in modo efficace le proprie specifiche abilità, ed è  l’intento del volume in questione voler rimuovere.

L’Autore pone una serie di interrogativi che vanno dalla sfera soggettiva a quella sociale, considerando il problema dell’ignoranza funzionale come trasversale a tutti gli strati sociali e cercando di enumerarne le conseguenze in termini di criticità.

Lo sforzo dell’Autore è quello di tradurre in suggerimenti pratici e immediatamente fruibili e applicabili l’enorme percorso di ricerca dei diversi filoni della psicologia generale e della psicologia applicata, dalla riflessuologia al comportamentismo, al cognitivismo al costruttivismo, al funzionalismo, al pensiero computazionale, passando per la Gestalt o psicologia della forma. Anche il ricorso ad esperienze circostanziate e situazioni in itinere rimanda ad un altro filone della ricerca psicologica oggi  molto praticato, che è lo “studio di caso”.

L’Autore ugualmente afferma che il suo non è un libro di filosofia, ma di quanta filosofia fenomenologica è impregnato? Tanto che si intravedono, sullo sfondo, le teorie di Zambrano e Wittgenstein.

Poderoso il lavoro di ricerca alla base della pubblicazione del volume, dall’enucleazione dell’ ”effetto Dunning-Kruger”, alla sindrome “dell’impostore” fino alla definizione del “funnel della conoscenza”, che è ciò che l’Autore propone come soluzione all’ignoranza funzionale, muovendo le mosse dallo sviluppo delle soft skills dell’intelligenza emotiva di Goleman.

Vi è tracciato, nel volume, tutto un impressionante itinerario che prende le mosse dalla ricerca interiore, attraverso prassi di sempre maggiore consapevolezza di sé, verso percorsi decisionali che risulteranno più positivi quanto più profondo sarà stato il cammino di ricerca interiore.

Un libro, dunque, che passa con agilità, dal piano intimo della coscienza, a quello della condivisione e della socializzazione, in un armonioso dialogo tra introspezione ed estroversione che ne fa un sicuro punto di forza.

L’immediatezza del registro di scrittura scelto dall’Autore, con chiaro intento divulgativo, consente di veicolare teorie e concetti alquanto impegnativi con fluidità e scioltezza. Il risultato è che il volume si legge anche “tutto d’un fiato”, ma necessita di successivi ritorni per renderne applicativi i concetti esposti.

Non mancano acute citazioni che aprono dibattiti e riflessioni, ne cito una per tutte, di Alvin Toffler: “Gli analfabeti del XXI secolo non saranno quelli che non sanno leggere o scrivere, ma quelli che non sanno imparare, disimparare, e imparare di nuovo”. Nuovi scenari dell’apprendimento e della formazione dunque, in risposta a nuove sfide del futuro, là dove sarà necessario scommettere sul cavallo migliore, nella speranza che sia quello vincente.

Sicuramente tutto ciò non potrà prescindere dall’unica vera emergenza che l’umanità sta vivendo: la corsa alla salvezza del pianeta.

Auspichiamo per l’Autore, così attento ai problemi umani e determinato nella ricerca, un prossimo innovativo lavoro che sia focalizzato proprio su competenze e sostenibilità.

Bruno Editore, 2020, pp.231