Intervista in esclusiva. La flautista delle Canarie Charina Quintana affascinata dalla musica di Saverio Mercadante

Arte, Cultura & Società

La flautista delle Canarie (Spagna) Charina Quintana di Las Palmas di Gran Canaria affascinata dalla musica di Saverio Mercadante

Giovanni Mercadante

                                                    Charina Quintana 

A dicembre si esibirà nel Teatro Mercadante con la collaborazione pianistica del Mº Alfredo Cornacchia. 

Nell’estate scorsa lei ed il flautista Giovanni Mugnuolo hanno omaggiato il grande compositore altamurano Saverio Mercadante suonando un suo brano sotto il palazzo dove nacque di fronte alla chiesa di S. Biagio. Mai nessun altro musicista finora  aveva pensato di fare ciò onorando la sua memoria nel 150° anniversario della sua morte. E’ stata la loro sensibilità e l’esperienza di chi vive fuori a dare valore al “Cigno” della musica ottocentesca.

Charina  Quintana di  Las Palmas di Gran Canaria (Spagna) è stata attratta sempre dalla musica di Saverio Mercadante. Conosce la sua storia che da piccolino si esibiva sulle scale della chiesa di fronte alla sua abitazione fino poi a fare concerti nei maggior teatri nazionali e stranieri: Madrid, Vienna; infine a dirigere il conservatorio di musica S. Pietro a Majella di Napoli per circa 30 anni.

Palazzo Mercadante – Corso Federico II di Svevia

Domanda: Charina, ci racconti del Suo  approccio  alla musica di Mercadante. 

Risposta: La musica di Mercadante é molto particolare perché é magica; produce un sentimento emotivo che nei momenti di crisi trovi un benessere nell’anima. La bellezza delle sue melodie di grande lirismo ed eleganza, e la  ritmica piena di energia creano un’atmosfera straordinaria. L´interesse verso Mercadante é stato anche per il recupero  della sua opera “I due Figaro” trovata nella Biblioteca Storica Comunale di Madrid, con l’inclusione della ricca tradizione di musica popolare spagnola, (antologie di canti e danze spagnole ) che,  dopo aver confrontato gli archivi di Madrid e le fonti italiane, è stato messo in scena dalla mano di Riccardo Muti nel giugno 2011 a Salisburgo, e a marzo del 2012 a Madrid.

La sua musica ed il suo ampio catalogo di composizioni liriche meritano di essere portati a conoscenza nel mondo, dando il giusto valore e riconoscimento  come uno dei grandi maestri del suo tempo.

D: Come mai la Sua partecipazione alle celebrazioni di S. Mercadante?

R: Il tutto è accaduto casualmente, dopo che sono stati cancellati tutti i concerti e masterclass estivi, a causa del covid. Ho accettato dei concerti  a Pisa e Arezzo  in agosto. In seguito, ho deciso di visitare la città di Altamura. Con il mio collega Giovanni Mugnuolo abbiamo provato dei brani di Mercadante per i prossimi concerti. Ho sentito un’attrazione particolare verso la sua musica, così gli ho chiesto di visitare la casa dove era nato il Maestro Mercadante.

Mentre facevamo le prove, abbiamo sentito delle voci sotto la finestra: erano Carlo Moramarco e Gino Fiore, i quali ci hanno fatto dei complimenti:  “Braviii! E’ Mercadante che state provando?”

Grazie all’invito di Carlo e Gino, mi hanno portata a visitare la casa  e la chiesa di San Biagio dove Mercadante da piccolo si esercitava con il flautino. Inoltre, grazie anche all’Assessore alla Cultura del Comune di Altamura, ho ricevuto l’invito alla celebrazione del 150º anniversario della morte di Saverio Mercadante. In questa occasione mi esibirò insieme al flautista Giovanni Mugnuolo e con la collaborazione pianistica del Mº Alfredo Cornacchia, con un programma di musiche composte dal maestro Saverio Mercadante nel Teatro a lui intitolato.

Come tante volte nella vita ti trovi al momento giusto all’ora giusta. Il momento magico può essere accaduto non a caso perché c’é un filo conduttore musicale tra Napoli, Altamura e la Spagna, dove Mercadante é stato spesso invitato ad assistere alle esecuzioni delle sue composizioni a Madrid.

D: L’aspetto tecnico e musicale del Maestro?

R: Le composizioni di Mercadante richiedono grande abilità tecniche, soprattutto nell’articolazione, flessibilità del suono, la respirazione e il carattere lirico nel fraseggio alla propria musica.

Il flautista oltre ad avere una buona resistenza, deve essere dotato di un volume e qualità del suono; la lunga durata delle frasi complicano un’ottima esecuzione. Per la bellezza della sua musica e l’energia che trasmette, abbiamo intrapreso lo studio della sua musica con grande soddisfazione.

D: E’ stata qualche altra volta ad Altamura?

R: No, questa è  la prima volta.  Però posso dire che ho avuto la sensazione di essere già stata provando un’attrazione particolare per questa città grazie anche alle persone che ho conosciuto di grande sensibilità ed ospitalità nei miei confronti.

D: Qualcosa della sua vita artistica?

R: Sono docente  al  Conservatorio Superiore di Musica delle Canarie, nella sede di Gran Canarie (Spagna) con più di 30 anni di esperienza. Oltre  all’insegnamento affianco una intensa attività concertistica   come solista e camerista in  Spagna, Bulgaria, Portogallo e Italia. Sono invitata a tenere masterclass di perfezionamento specialmente in Italia, sulla tecnica della respirazione circolare e sulla didattica per flauto in diverse istituzioni accademiche, e anche a far parte nelle giurie in concorsi internazionali. Ho collaborato con alcune orchestre italiane e spagnole. E’ molto importante in questo particolare momento della pandemia del coronavirus  di darsi coraggio   per non fare morire la cultura; bisogna alimentare  lo spirito per il futuro delle nuove generazioni di artisti.