Divide et Impera. Il virus sembra averlo capito, la politica no

Politica regionale, nazionale e internazionale

di Raffaele Vairo

Il nostro è un popolo litigioso. Si litiga su ogni questione, sia di infimo valore sia di grande importanza. Adesso che il corona virus imperversa senza sosta in Italia e nel resto del mondo ci aspetteremmo che le divisioni tra le varie fazioni politiche si componessero nel comune interesse della tutela della salute pubblica, invece le discussioni sembrano moltiplicarsi non solo sulle decisioni del Governo al riguardo ma addirittura sulla natura di questo essere sconosciuto denominato Covid 19. Discussioni filosofiche che poi sfociano in dissidi politici insanabili. Secondo la scienza ufficiale questo invisibile nemico della salute pubblica sarebbe un ente irrazionale che, per sua natura, si insinua negli organismi umani per sopravvivere e moltiplicarsi.

Allo scopo della salvaguardia della sua specie. Secondo altri, numerosi anche se in minoranza, il virus non esisterebbe ma sarebbe un’invenzione da parte di poteri occulti per imporre la dittatura nei vari Paesi del mondo. Teorie strampalate, certo, ma che incontrano il favore di numerosissime persone che, al fine di convincere i più riottosi (Governi e singole persone), si organizzano in comitati nazionali e internazionali. Con un proprio statuto e con sofisticati strumenti di persuasione. Fatto sta che queste organizzazioni promuovono continuamente manifestazioni che portano a un incremento di adepti. Si comportano come una setta vera e propria. Ma, se hanno vita facile, è anche perché alcuni politicanti da strapazzo le utilizzano per fare un’opposizione distruttiva che potrebbe avere successo nell’ipotesi di governi deboli, divisi al loro interno per la presenza di componenti che si ispirano al più deteriore populismo. E’ il caso del Governo italiano, al cui interno vi sono opposizioni che si reputano detentori della verità assoluta. Il povero Conte, che pure ha una enorme capacità di mediazione, non riesce più a ricomporre le divisioni causate da ideologie che sembrano dogmi religiosi.

L’esempio più clamoroso lo si ha nei confronti del MES (MES si MES no) e delle decisioni circa l’adozione delle misure di contenimento della diffusione dell’epidemia, misure che tutti gli scienziati, o quasi tutti, vorrebbero più stringenti per evitare un cataclisma di dimensioni gigantesche. Di conseguenza si ricorre a misure che non riescono pienamente a conseguire lo scopo del contemperamento delle diverse esigenze della salute pubblica e dell’economia. E siccome lo scopo non viene conseguito nella misura programmata, la colpa viene attribuita al Presidente del Consiglio. Il quale, però, ha quantomeno la colpa di lasciarsi condizionare dalle diverse componenti politiche presenti nel Parlamento e nel Governo.

Sembra quasi che il virus non sia affatto privo di intelligenza. Anzi! Sembra aver compreso che il suo compito venga facilitato proprio dalle divisioni di tutte le componenti politiche, e non solo, presenti nel Paese (divide et impera). Ci sono anche persone che, per la loro qualifica culturale (filosofi, scrittori e giornalisti), addirittura parlano apertamente di una ingiustificata dittatura sanitaria. Secondo costoro la libertà sarebbe la prima e più importante vittima del virus. Con l’epidemia Conte avrebbe posto in essere un dispotismo finalizzato all’annientamento delle nostre coscienze. Apparentemente la tesi non fa una grinza. Ma è facilmente smontabile ricorrendo non solo alla Costituzione, che consente limitazioni temporanee di libertà in circostanze gravi, nelle quali la salute pubblica fosse messa in pericolo, ma anche invitando a una semplice riflessione. Ad esempio, la rimozione di un rene (nefrectomia semplice) è certamente da considerare un male molto grave. Ma, se fosse l’unico modo per raggiungere la guarigione da un tumore maligno, diverrebbe un male necessario per la salvaguardia della vita. Vi pare poco?

Piuttosto sarebbe augurabile che Conte, nella sua qualità di Presidente del Consiglio e, quindi, responsabile della politica nazionale, mostrasse più grinta e decidesse di adottare misure adeguate come richiedono i nostri scienziati. Non è più ora di tentennare per cercare di accontentare tutti i suoi alleati e oppositori, ma è tempo di decisioni drastiche e severe se si vuole combattere efficacemente questo maledetto virus.

Raffaele Vairo