L’ultimo saluto a Romolo, il giornalista “galantuomo d’altri tempi” e “la bontà fatta a persona”

Arte, Cultura & Società

di Myriam Di Gemma 

BARI – “Un galantuomo d’altri tempi: era incapace di pensare il Male”. E’ la testimonianza di Luigi Ventola, amico sin dai tempi del liceo classico di Romolo Ricapito, il giornalista pubblicista barese morto lo scorso lunedì. Gli era stato diagnosticato nell’estate del 2019, un glioblastoma. “L’ultimo anno al Ginnasio – dice Ventola – fu nel 1982, e gli esami li facemmo poco prima della vittoria dell’Italia ai Mondiali. D’allora, ci siamo sempre frequentati”.

Nonostante la sua malattia, e dopo un intervento chirurgico, il suo pensiero era sempre essere in regola con l’Ordine dei Giornalisti. L’aggiornamento obbligatorio con la Sigef era il suo chiodo fisso.

Era figlio di uno dei cofondatori della “Ridentour”, storica agenzia di viaggio in via Melo, dove ora c’è “Zanoni”. Una famiglia molto conosciuta anche a Rosamarina, dove Romolo ha trascorso gli ultimi mesi di vita, assieme al fratello Roberto e alla sorella Daniela.

Al funerale oggi, è stata rispettata appieno la normativa anti-Covid: niente abbracci, niente strette di mano, niente baci. Ma l’affetto degli amici e dei colleghi era tangibile oltre questi dettagli.

“Era una persona speciale – racconta Clelia Conte, direttrice della “Gazzetta dal Tacco”.  Lo conobbi 8 anni fa, e ogni cosa facessimo nell’ambito del giornale, dava sempre il suo contributo dal punto di vista sociologico. Attento osservatore dei comportamenti, critico pungente non risparmiava nessuno nelle sue analisi obiettive”.

“Mi considerava un padre putativo – dice Nicola Cristofaro, editore – ascoltava ogni mio consiglio, e per lui, fare giornalismo, era una missione”.

Pino ed Elena Dattilo, amici da oltre 20 anni di Romolo, lo ricordano con grande amore: “Una brava persona solare e sensibile. Una notte – spiega Pino – fu disponibile ad accompagnare mia madre al Pronto Soccorso, alle 4 di notte. Non avevo l’auto e lo chiamai. Venne subito e le fece compagnia in attesa di essere visitata”.

“Era come un fratello – afferma Elena – spesso lo invitavo a cena. Quando morì mio marito, mi fu molto vicino. Non ce l’aspettavamo, non ci credo ancora”.

Antonio Peragine, direttore di Corriere di Puglia e Lucania : “era una brava persona, pubblicai alcuni suoi pezzi, tempo fa e mi diede sempre disponibilità nel seguire alcuni eventi da me segnalati” .

Patrizia Gaeta, amica da sempre: “Era la bontà fatta a persona, sembra retorica ma è davvero così.

Carlo l’Arab, scrive su Facebook: “La sua vita erano i sogni in musica e cinema, la sua penna pungente e variopinta. Nei suoi gossip, noi amici e i vip ci mischiavamo in un ballo gioioso dove il peso dell’esistenza, svaniva nella leggerezza. I teatri di Bari saranno ancora piu grigi senza Romolo Ricapito in platea”.

Rosa De Letteriis, sempre su Fb: ”Questa triste notizia, mi porta indietro negli anni ai tempi del liceo…era un mio compagno di classe. Lo ricordo studioso ed educato dai modi gentili”.