Si riapre dopo 4 anni il caso della ragazza trovata morta in un sottopassaggio nel Barese

Cronaca

Nuove indagini entro quattro mesi sul decesso della ventiduenne a Terlizzi, nel dicembre 2016. Unico indagato, per istigazione al suicidio, il convivente

Ragazza morta sottopasso ferroviario Terlizzi

La Procura generale di Bari dovrà compiere ulteriori indagini, entro quattro mesi, per risolvere il mistero della morte di una ragazza di 22 anni, il cui cadavere venne ritrovato il 22 dicembre 2016 in un sottopasso ferroviario di Terlizzi (nel Barese) con stretto al collo un cavo caricabatterie. Lo ha deciso il Gip del Tribunale di Trani, Maria Grazia Caserta.

Già nel marzo scorso la Procura generale di Bari aveva avocato la titolarità dell’inchiesta, in seguito alla seconda richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Trani, nuovamente opposta dai familiari della giovane. Unico indagato nel fascicolo, che ipotizza l’istigazione al suicidio, è il fidanzato e convivente della ragazza, un 31enne di Terlizzi. Quest’ultimo, nell’immediatezza dei fatti, riferì di un rapporto piuttosto difficile con la giovane e di una discussione piuttosto accesa scoppiata la sera prima del presunto suicidio, oltre al fatto che la stessa avrebbe manifestato più volte l’intenzione di togliersi la vita.

In seguito alla prima richiesta di archiviazione, vista l’opposizione dei parenti della ragazza, nell’ottobre 2019 il Gip di Trani, Maria Grazia Caserta, aveva dato 3 mesi di tempo alla Procura per compiere ulteriori indagini. In particolare, aveva ordinato di procedere ad una consulenza tecnica per stabilire se la giovane avesse potuto impiccarsi con un cavetto usb “senza l’ausilio di uno o più soggetti”, considerato che l’autopsia aveva rivelato un tasso alcolemico superiore alla norma; ma aveva anche chiesto di rendere facilmente visionabili le immagini di un impianto di videoregistrazione di Terlizzi, che aveva ripreso gli ultimi movimenti della 22enne prima di morire.

Ma la Procura di Trani, tra le altre cose, non era ricorsa a un altro perito per verificare la dinamica del suicidio. Da qui l’avocazione dell’inchiesta da parte della Procura generale, che ora dovrà compiere ulteriori analisi sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza, una nuova consulenza per accertare la dinamica dei fatti (in relazione alla modalità di impiccagione) e ascoltare alcuni testimoni. AGI