Stalker per forza

Diritti & Lavoro

In  questo racconto si  rispetterà la privacy delle persone ,ivi menzionate, perché  non sono dei  personaggi pubblici. Qualcuno,semmai,  è un personaggio letterario e come tale non va rivelato a chi potrebbe leggere il racconto che è tratto da un brutto episodio di truffa giudiziaria ben congegnata , sfruttando una legge che era stata approvata un anno prima dal Parlamento italiano, cioè nel 2009.

Il  processo  ,di cui narro , vede coinvolta  una donna che decide di  quelerale un suo ex amico, e ciò non si sa ,se lo facesse in quanto   invaghita di lui o se lo facesse in quanto ,l’ involontario protagonista ,fosse stato la causa del fallimento del suo matrimonio già traballante da diversi anni per incompatibilità di carattere e altro ancora.

Ebbene, Carolina  ,querela il suo ex amico ,Ugo(entrambi ,questi,nomi di fantasia come specificato in premessa)perchè si sentiva minacciata da lui, raccontando che lo stesso  ,passasse ,tutti i giorni,con la sua auto blu davanti il  suo negozio di fiori con annesso servizio per  pompe funebri sito in una cittadina famosa in provincia di Taranto. 

La presunta vittima ,inoltre sostiene nel suo atto di accusa,che dopo averla intimorita con il suo passaggio ,lo stesso si andava a rifugiare in un bar chiamato RIVIERA ,che si trovava ad una trentina di metri dal negozio, per osservarla. La fioraia porta a corredo delle sua tesi incriminatoria  innumerevoli foto che testimoniavano la presenza di Ugo nei pressi della sua attività. Giova rilevare che solo sulla base del suo sentirsi minacciata, giacché non si erano mai parlati, Carolina formula precise accuse di stalking nei confronti di Ugo .

Per quanto ne sa lo scrivente, dopo  trascorsi burrascosi con la signora ,il presunto colpevole  era stato molto attento a non  avvicinarsi o a telefonarle. Ma vi e di più. Carolina intenzionata a distruggere la reputazione dell’uomo sfruttò anche un suo tic allergico per dimostrare che compiva gesti di disprezzo nei suoi confronti: il fatto che Ugo si strofinasse sempre il naso venne utilizzato per suffragare lo stolkeraggio nei suoi confronti, trovando anche delle persone pronte a testimoniare il fatto.

In realtà  UGO non avrebbe potuto fare le cose di cui viene accusato  anche se avesse voluto  farle; infatti  pur passando , di mattina, mille volte con la sua auto blu in quella via non avrebbe potuto sapere con certezza chi stava  nel negozio, e soprattutto non poteva osservare Carolina     quando si trovava nel bar Riviera , come erroneamente teorizzato nel supponente rinvio a giudizio .

E dunque la morale del racconto è che spesso gli innocenti vengono accusati ingiustamente. Mi sovviene , a tal proposito, alla mente il caso del caro Enzo Tortora che evidentemente non ha insegnato niente ad alcuno.

Infine spero solo che  in futuro non possa fare un’ altro articolo sul processo fatto ad un innocente senza alcun riguardo.

 
Mario Marzano