Dpcm, le ipotesi in campo. Anziani a casa e coprifuoco alle 18

Politica regionale, nazionale e internazionale

Si parte, come ha ricordato Boccia, dal “documento dell’Istituto Superiore di Sanita’ e il sistema di monitoraggio” che governo e regioni hanno condiviso con il comitato tecnico scientifico e che contempla una “serie di ipotesi che devono scattare automaticamente. Se l’indice di trasmissione supera un certo livello – oggi ci sono 11 regioni oltre 1,5 e 2 regioni oltre 2 – allora alcune misure gia’ previste dal piano che abbiamo condiviso e aggiornato insieme devono scattare in automatico”. Per questo, ha sottolineato il ministro “non si deve prendere una decisione univoca sulla scuola, ma deve dipendere dall’indice di trasmissione in ogni singola regione”. I governatori, con il presidente della Conferenza delle regioni, hanno spiegato che “piu’ ci sono misure nazionali piu’ e’ possibile dare un senso di uniformita’” all’azione contro la pandemia. Inoltre, ha aggiunto Bonaccini, misure di carattere nazionale “sarebbero piu facili da spiegare al Paese, anche perche’ la situazione e’ diffusa in tutto il territorio. Meglio qualche misura piu’ restrittiva oggi, per evitare di intervenire ogni settimana”, ha poi sottolineato.

“Il lockdown e’ l’unica misura che si e’ dimostrata efficace: se possiamo andare avanti con altre misure non determinanti, procediamo. Ma se i tecnici ci dicono che l’unica alternativa e’ il lockdown, facciamolo a livello nazionale”: e’ questa, secondo quanto si apprende, la posizione espressa dal governatore della Lombardia Attilio Fontana nel corso dell’incontro Regioni-Governo sul dpcm. Fontana ha ribadito che “e’ necessario che i provvedimenti vengano presi a livello nazionale” e quindi si e’ detto contrario a un lockdown territoriale, perche’ “se fermiamo Milano, si ferma la Lombardia” e “il virus oggi e’ diffuso su tutto il territorio nazionale, non e’ come a marzo”.

Il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, si e’ detto d’accordo con il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini sulla necessita’ di “misure nazionali per dare segno di unita’ dei livelli istituzionali”. “La logica dei singoli territori – avrebbe detto De Luca durante l’incontro con i ministri – non ha senso perche’ l’epidemia e’ diffusa. Serve muoversi in maniera unitaria; differenziazioni territoriali porterebbero a reazione diverse, in Campania non sarebbero capite e sono improponibili perche’ i livelli di controllo non esistono. Il 60% dei positivi in Campania erano in area metropolitana di Napoli (Asl 1 2 3); e’ stata vietata la mobilita’ tra comuni ma non ci sono i controlli; abbiamo alcune zone rosse ma abbiamo deciso con i prefetti di presidiare le zone centrali”. E ancora, nel corso dell’incontro tra governo e Regioni il governatore avrebbe detto che e’ “sconcertante” il fatto che sulla scuola si fanno dichiarazioni ideologiche scollegate da dati scientifici.