Auto danneggiata dal tombino rialzato, automobilista fa causa al Consorzio per lo Sviluppo Industriale

Diritti & Lavoro

Il tombino rialzato gli sfascia la coppa dell’olio e deve pure pagare
la pulizia della strada, ma nessun risarcimento: inevitabile la causa

MODUGNO – La battaglia di un 53enne di Modugno e Studio3A, che lo assiste, con il Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale di Bari per il ristoro dei danni di un sinistro del 2015

Sfascia la macchina a causa di un tombino sconnesso, è costretto a pagare anche la pulizia della carreggiata e, ulteriore beffa, ora è costretto ad intentare una causa per essere risarcito: in quasi cinque anni non ha visto un centesimo dall’Ente proprietario della strada.

L’odissea dell’automobilista, un oggi cinquantatreenne di Modugno, in provincia di Bari, che è assistito da Studio3A-Valore S.p.A., inizia il 18 dicembre 2015: l’uomo sta transitando lungo via VVFF Caduti in Servizio, nel suo comune di residenza, alla guida della sua Fiat Punto quando, svoltando a sinistra per entrare nella prima traversa, incoccia contro un tombino dell’acqua potabile rialzato di circa dieci centimetri rispetto al piano stradale: un’insidia né prevedibile, né visibile, né segnalata.

A causa dell’impatto contro la parte sottostante del veicolo, come capita spesso in questi casi, a farne le spese è la coppa dell’olio, praticamente distrutta. Non bastasse l’ingente danno alla vettura, per riparare il quale il proprietario ha poi dovuto spendere oltre duemila e cinquecento euro, il malcapitato si è dovuto accollare anche un costo di ulteriori 650 euro per pagare un’azienda specializzata allertata e intervenuta per ripulire il manto stradale dalla pericolosa scia di olio motore finito sull’asfalto in seguito alla rottura della coppa. Circostanze, peraltro, tutte ampiamente comprovate, non solo dalle fatture ma anche dagli agenti della polizia municipale di Modugno, intervenuti a loro volta e che hanno verbalizzato il sinistro.

A fronte del danno materiale non da poco, di oltre tre mila euro, senza contare i disagi vari, tra cui l’indisponibilità dell’auto nei giorni in cui è rimasta in officina per la riparazione, il cinquantatreenne, per essere congruamente risarcito, attraverso il responsabile della sede di BariSabino De Benedictis, si è affidato a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che si è subito rivolto al Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale di Bari, il soggetto risultato proprietario della strada in questione, di cui era lampante la responsabilità per il danno cagionato dalle cose in propria custodia per omessa manutenzione: come detto, il tombino rialzato rispetto al normale asse viario rappresentava un’insidia che non si poteva scorgere dall’abitacolo dell’auto né prevedere e non era stato colpevolmente predisposto alcun segnale per mettere in guardia dal pericolo.

Il Consorzio, tuttavia, non ha mai riscontrato le richieste danni presentate da Studio3A, con tutta la relativa documentazione, per conto del proprio assistito, nonostante le pretese economiche non fossero certo esorbitanti (parliamo di 3.193 euro in tutto), e non ha neppure inteso aderire alla procedura di negoziazione assistita che gli era stata proposta, estremo tentativo di risolvere stragiudizialmente il contenzioso.

Pienamente convinto delle proprie fondate ragioni, quindi, Studio3A ha ritenuto di dover andare fino in fondo ed è stato così presentato un atto di citazione nei confronti del Consorzio avanti il Giudice di Pace di Bari per il tramite dell’Avv. Fabio Ferrara: una causa attraverso la quale si confida finalmente di far valere i diritti dell’automobilista danneggiato ma che inevitabilmente allungherà ancora i tempi del risarcimento.