Nel nome di Craxi

Arte, Cultura & Società

La Puglia nel nuovo libro di Mirko Crocoli dedicato al leader socialista 

E’ di Grottaglie il Generale Ercolano Annicchiarico (ex Comandante della base di Sigonella), ed è di Taranto l’ex Ministro, numero 2 del partito (PSI) e braccio destro di Bettino Craxi, il Prof. Claudio Signorile. In un volume interamente dedicato ad uno dei politici che più ha diviso l’opinione pubblica negli ultimi trent’anni, non potevano mancare le interviste inedite ad entrambi. Questione Achille Lauro e crisi di Sigonella per l’ufficiale, ricordi a tutto campo per l’ex Capo Dicastero del Mezzogiorno e dei Trasporti. A loro, ad impreziosire l’opera, si sono aggiunti Ugo Intini, Gennaro Acquaviva, Enzo Carra, il figlio di Giulio Andreotti, Stefano Cagliari, l’ex Sindaco di Milano Paolo Pillitteri oltre a giornalisti, storici e opinionisti.

Nelle 446 pagine di “NEL NOME DI CRAXI”, edito per la sezione “History” dei tipi di ACAR di Lainate (MI), e disponibile sulle principali piattaforme online quali Amazon, c’è praticamente di tutto: la battaglia per la liberazione del Presidente DC Aldo Moro, la consacrazione di Sandro Pertini al Quirinale, l’appoggio al primo governo Cossiga per gli Euromissili, il sostegno al governo Spadolini e la Presidenza del Consiglio dei Ministri datata 1983. Cinque anni di esecutivo (il più longevo della Prima Repubblica), con la formula del Pentapartito, che hanno fatto la storia di questo Paese. Rimodernamento apparato pubblico, lotta al terrorismo, concordato Stato-Chiesa, rilancio del Made in Italy, esportazioni, boom edilizio, sviluppo economico, Mediorente, euromissili, Sigonella e…. l’Italia vola, al quinto posto nel mondo per prestigio internazionale. Sono gli anni Ottanta, i magnifici, gli irripetibili, gli anni di Craxi! Un socialista liberista e liberale, rinnovatore, avanguardista, con le idee già lanciate verso il nuovo millennio, un profeta che vide tutto 30 anni fa. Frasi, pensieri e parole che a risentirle oggi fanno venire i brividi. E non poteva certo mancare un approfondimento particolare e inteso sulla cosiddetta “Guerra di Milano”, quella tra poteri dello stesso Stato, definita da Crocoli “un e vero e proprio stillicidio, durato 27 mesi, che ha spazzato via gran parte dell’intero arco costituzionale della Prima Repubblica”. E sui quali Tiziana Parenti, magistrato del pool, rincara con: “La storia la scrivono da sempre i vincitori, anche se alla fine, nel nostro Paese, in quel periodo (Mani pulite), siamo stati tutti degli sconfitti!”

Alcuni stralci dall’intervista al Generale Annicchiarico di Grottaglie:

(…) “Alla richiesta di consegnargli i 4 terroristi risposi che lui non avrebbe preso in consegna alcunché sia perché ci tro­vavamo in territorio italiano e che avremmo quindi fatto valere il diritto di giurisdizione sia perché io avevo ricevuto da parte dal Capo del mio governo, Bettino Craxi, l’ordine di prendere in consegna i 4 terroristi. Sul campo però la situazione era tutt’altro che favorevole. I rapporti di forza propendevano decisamente dalla parte dei militari americani che, oltre che essere più numerosi, erano anche meglio equipaggiati”. (…) “Quindi tensione al massimo, adrenalina da vendere, ma anche paura che la situazione degenerasse soprattutto quan­do intimai di disarmare i militari USA se questi non avessero abbandonato l’area circostante il Boeing. Tensione, paura, adrenalina ma anche intimo convinci­mento che giammai gli americani avrebbero usato la forza fin tanto che un solo italiano si fosse frapposto tra loro e l’aereo”. (…) “Non voglio assolutamente sacrificare, al solo discorso sul­le eventuali responsabilità del Presidente Craxi, sanzionate per via giudiziaria, le considerazioni complessive della sua figura di leader politico e di uomo di governo. La stagione del governo Craxi venne caratterizzata dalla parola moder­nizzazione legata al sogno di una grande riforma non com­piutamente attuata, ma ricca di atti di eccezionale rilevanza quali la revisione della scala mobile con relativo referendum, l’installazione degli Euromissili a Comiso, la revisione del Concordato. Si dice che i popoli vanno governati e Craxi ha governato l’Italia”.

Alcuni stralci dall’intervista a Claudio Signorile.  “Taranto, Craxi e non solo…”:

“Attraverso lui sono stati scontati i peccati di un’intera classe politica. La cosa più grave e assolutamente inumana fu il fatto che non venne messo nelle condizioni nemmeno di curarsi dai comunisti italiani. Non solo, essi intervennero sui france­si per far sì che non lo ospitassero in Francia per sottoporsi ai necessari interventi che, probabilmente, gli avrebbero permesso una degenza più dignitosa. L’elemento fondamentale che io invito a riconoscere nella figura politica di Craxi è questo essere un Patriota: lungimirante perché ha dato una mano essenziale a che questo Paese diventasse quella grande potenza mondiale che è poi diventata negli anni Ottanta”.

E, per concludere, sulla sua amata città…. “La Taranto pre-industria­le. Deliziosa città di provincia. Senza Italsider e con la flotta, quindi vivibilissima. Ricordo le gite in barca a vela fino alle isole Cheradi, dove è sepolto l’autore delle Liaisons dange­reuses, Choderlos de Laclos. Suonavamo la chitarra nella pi­neta, ballavamo fino all’alba sulla terrazza del circolo ufficiali della Marina, leggevamo Nietzsche alla biblioteca sul mare. Tramonti incredibili”.