Il lockdown mascherato

Politica regionale, nazionale e internazionale

Dunque dopo il  contestatissimo DpcM di Conte ho atteso che arrivasse la prima sera per osservare come si comportava la gente del  mio paese Castellana Grotte dopo la chiusura dei BAR e altri locali di ritrovo, e chi avrebbe controllato se comunque si fossero creati assembramenti vari fatti per lo più da giovani. Ebbene a quanto pare, come era previsto non ho notato assembramenti, e ho notato la solita gazzella delle forze dell’ ordine che girava per il paese  con fermate improvvise anche quando non vi erano persone in vista ma tre o quattro ragazzi che facevano rincorse che ho visto fare migliaia di volte tutta l’ inoltrata primavera e soprattutto la passata estate. Mi sono recato in una pizzeria per  acquistare una pizza d’ asporto, sulla vetrina del locale aperto al pubblico c’era un cartello che intimava l’ uso della mascherina e il numero massimo delle persone che potevano entrare dentro per ordinare la consumazione per poi uscire immediatamente dal locale per attendere la pizza rigorosamente da consumarsi a casa, per carità non per strada, forse perchè c’era il covid in agguato?

Non si sa! Comunque devo dire che l’ atmosfera che si è creata in giro mi è sembrata quella del passato completo lockdown, e questa mi è  sembrata un’esagerazione, se si tiene conto del movimento  delle persone normale che c’ è stato fino alle  fatidiche ore diciotto; mi è sembrato che il virus il giorno dorme, la sera si risveglia ed è pericoloso.

Ho notato le critiche ipocrite che stanno arrivando copiose a Conte persino da sottosegretari del governo, ma nessuna rivolta ai veri responsabili di questo ritorno ad un lockdown mascherato con l’ unica giustificazione: non compromettere la funzionalita’ degli ospedali e le terapie intensive, attivita’  che non mi stancherò mai  di affermare, competono alle deleterie regioni; quelle che pretendevano la completa autonomia mentre distruggevano  l’ organizzazione sanitaria del paese con la scusa della crisi economica

Mario Marzano.