​Castelli: “Prorogato il reddito emergenza. Il Mes non ci serve”

Economia & Finanza

La vice ministra dell’Economia sul nuovo Dpcm: “Le imprese sono il cuore pulsante del Paese”. E sul fondo salva stati: “Se fossimo gli unici ad usarlo lo stigma potrebbe essere di gran lunga più dannoso” dei potenziali risparmi

©  Cristiano Minichiello/Agf –  Laura Castelli

AGI – “Ristori e indennizzi servono subito, e sarà così. La macchina è rodata, bonificheremo i ristori direttamente sui conti correnti” e “interveniamo a sostegno di tutte le imprese che vedono limitata la loro attività dal Dpcm, senza limiti di fatturato”. In un’intervista al Corriere della Sera la viceministra dell’Economia, la Cinque stelle Laura Castelli, spiega i contenuti del nuovo Dpcm varato ieri, sostenendo che “le imprese sono il cuore pulsante del Paese, e vanno supportate anche nei momenti di difficoltà”.

Ed entrando nel dettaglio del Dpcm, Castelli racconta che c’è ”un contributo a fondo perduto per le aziende che devono chiudere, comprese quelle dello sport, e poi un nuovo credito d’imposta per gli affitti, che potrà essere ceduto al proprietario o usato in compensazione. Sempre alle aziende colpite cancelliamo anche la rata Imu di dicembre. Prevediamo un’indennità per i lavoratori sportivi, del turismo, dello spettacolo, per i lavoratori intermittenti e occasionali, e per venditori a domicilio”.

Inoltre, “proroghiamo il Reddito di emergenza anche a novembre e stanziamo le risorse per la cassa integrazione fino a dicembre. E poi ci saranno risorse per gli straordinari delle forze dell’ordine”. Castelli spiega anche che le aziende riceveranno il ristoro “direttamente, sul conto correnti, dall’Agenzia delle Entrate, in base al calo di fatturato. Stiamo ragionando su importi più alti rispetto alla volta precedente. E sarà pagato il prima possibile”.

Ma sul Mes insiste: “Stiamo facendo una ricognizione sulle risorse inutilizzate. Nessuno si aspettava una pandemia di questo tipo” ma “sul Mes la posizione è chiara, e credo abbia messo la parola fine il ministro Gualtieri quando, con onestà intellettuale, ha spiegato che l’unico argomento sono 300 milioni di potenziale risparmio. Ma se fossimo gli unici ad usarlo lo stigma potrebbe essere di gran lunga più dannoso”.