Coronavirus, l’appello di Mattarella: serve responsabilita’ da parte di tutti

Politica regionale, nazionale e internazionale

ROMA  – “In questo momento la situazione ci chiama e richiede a tutti una prova di orgoglio, di senso della misura, di responsabilità. Quella che voi avete messo in opera”. Così il 20 ottobre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, durante la cerimonia di consegna al Quirinale delle onorificenze di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana, conferite “motu proprio” dal capo dello Stato il 3 giugno scorso a un gruppo di cittadini, di diversi ruoli, professioni e provenienza geografica, che si sono particolarmente distinti nel servizio alla comunità durante l’emergenza sanitaria. “In questo momento il pensiero non può che andare alle vittime del Coronavirus, ai tanti che sono morti in servizio, nel prestare cure e assistenza a coloro che erano malati. È un ricordo che non deve abbandonarci, una riconoscenza che deve essere mantenuta nel tempo – sottolinea Mattarella – Queste onorificenze hanno un primo significato che è di riconoscimento nei vostri confronti per quanto avete fatto; ed è un riconoscimento per il senso della comunità, per la coscienza civica che avete manifestato, per il senso di responsabilità e di premure nei confronti della comunità, dei problemi degli altri in difficoltà e in sofferenza. Questo incontro e queste onorificenze hanno anche altri significati. Un significato di fiducia del nostro Paese che nelle difficoltà è capace di trovare risorse umane e di impegno che gli consentono di superarle e di affrontarle con capacità di risultati.

Particolarmente adesso questo è importante” rileva il capo dello Stato, perché “ci troviamo nuovamente in un momento difficile; sembra avvicinarsi una nuova fase di emergenza. Questo richiede di avere non soltanto le capacità di fronteggiarla, ma anche la fiducia nelle possibilità che il nostro Paese ha di superarla e di risolverla”. Secondo Mattarella “occorre non rimuovere quello che è avvenuto, non pensare che si sia trattato di una parentesi da poter dimenticare, per quel che è avvenuto di sofferenze, di dolori, di lutti, e per quel che è avvenuto di meriti acquisiti da tanti che si sono impegnati, come qui viene riconosciuto e sottolineato. Va anche ricordato che questo momento va affrontato con le terapie, con l’impegno, con l’organizzazione; va affrontato anche sapendo che abbiamo maggiore preparazione di quanto non si sia verificato in marzo e aprile, investiti da un fenomeno sconosciuto, senza elementi di esperienza pregressa, che tuttora in larga parte rimane sconosciuto anche alla scienza.

Ma questo ci consente adesso di affrontarlo con senso di responsabilità e con maggiore fiducia”. “Per questo vi è un terzo significato di queste onorificenze, che è quello di esortazione – afferma – Ripeto, occorrono cure, terapie, organizzazione sanitaria efficace e efficiente. Ma occorre anche la responsabilità collettiva; occorrono comportamenti diffusi di tutti nel nostro Paese, perché tutti siamo chiamati a contribuire a sconfiggere la pandemia e la diffusione del contagio del virus. Con le mascherine, con il distanziamento sociale, con i comportamenti responsabili, evitando comportamenti e occasioni di contatto superflue. Abbiamo tutti la responsabilità e siamo tutti chiamati a fornire il nostro contributo per superare questa condizione difficile che si sta presentando ed evitare di ricadere nelle condizioni di marzo e aprile”. “Ma abbiamo anche un’esigenza di esortazione in altre direzioni – sottolinea il presidente della Repubblica – Ciascuna istituzione certamente comprende e comprenderà che deve non attestarsi a difesa della propria sfera di competenza ma, al contrario, cercare collaborazione, coordinamento, raccordo positivo, perché soltanto il coro sintonico delle nostre istituzioni e della loro attività può condurci a superare queste difficoltà. Così come è necessario che ogni ambiente – produttivo, professionale, di ogni genere – eviti – come certamente avverrà – di trincerarsi nella difesa della propria nicchia di interesse, del proprio spicchio di interesse.

Perché non vi sono interessi che possono essere tutelati se prima non prevale l’interesse generale di sconfiggere la pandemia – spiega Mattarella – Qualunque altro interesse particolare sarebbe travolto e scomparirebbe”.