L’intelligenza artificiale per ridisegnare le classifiche internazionali

Scienza & Tecnologia

L’intelligenza artificiale  per ridisegnare  le classifiche internazionali: studio dei ricercatori baresi sulla rivista Scientific Reports del Gruppo Nature 

Roberto Bellotti, Direttore del Dipartimento di Fisica, Università di Bari e INFN.

Un recente studio, condotto dal gruppo di ricerca in Fisica Applicata dell’Università di Bari Aldo Moro e dall’ Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, in collaborazione con il Dipartimento di Economia e Affari Sociali (DESA) delle Nazioni Unite, si è posto l’obiettivo ambizioso di ridisegnare le classifiche internazionali tra Nazioni, costruite e diffuse dalle Agenzie internazionali e che indirizzano ingenti investimenti pubblici e privati, secondo una strategia orientata allo studio delle complessità a equità  e incentrata su un’analisi accurata delle differenze e delle similitudini tra i 193 diversi Paesi che aderiscono all’ ONU.

Una  esposizione dettagliata della metodologia è stata pubblicata il 22 ottobre 2020 nell’articolo “An equity-oriented rethink of global rankings with complex networks mapping development” sulla rivista Scientific Reports del Gruppo Nature dai ricercatori di UniBa e INFN, Nicola Amoroso, Roberto Bellotti Loredana Bellantuono, Roberto Bellotti, Alfonso Monaco e Sabina Tangaro, in collaborazione con Vincenzo Aquaro (Nazioni Unite).

Utilizzando le risorse computazionali del centro di calcolo Data Center ReCaS di Bari, i ricercatori hanno sviluppato una  metodologia innovativa basata su reti complesse e algoritmi di intelligenza artificiale, che permette di osservare lo stato di sviluppo dei singoli Paesi secondo una prospettiva più complessa e articolata, che prende in considerazione diverse centinaia di indicatori socio-economici ed in grado di evidenziare sia i Paesi che hanno raggiunto i propri obiettivi di sviluppo in modo virtuoso, impiegando al meglio le proprie risorse, sia i Paesi che, pur partendo da situazioni di relativo benessere, non hanno espresso al meglio il proprio potenziale di sviluppo.

Sin dalla loro istituzione nel secondo dopoguerra, le agenzie specializzate delle Nazioni Unite svolgono un ruolo di supporto ai diversi Paesi, nella definizione e nell’attuazione di strategie politiche ed economiche su scala globale, il cui livello di attuazione viene reso evidente attraverso numerosi indici e classifiche, che misurano diversi aspetti della condizione generale di un Paese, quali, ad esempio: l’utilizzo da parte dei governi delle tecnologie digitali per l’erogazione di servizi pubblici, il grado di tutela dell’ambiente e degli ecosistemi, la qualità del servizio sanitario e il livello complessivo di raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Il conseguimento di un buon posizionamento nelle classifiche graduatorie internazionali rappresenta un risultato cruciale strategico, poiché contribuisce a promuovere l’immagine di un Paese e a determinare la sua attrattività in termini di sviluppo socio-economico e di benessere nei riguardi degli investitori. D’altra parte, E’ sempre più evidente che le classifiche, in ambiti così complessi rappresentano una ipersemplificazione della realtà, che non tiene conto dei molteplici fattori sociali, economici, culturali, ambientali e geopolitici, che sono specifici in ogni Paese. Senza un’adeguata contestualizzazione inoltre, le classifiche si presentano come fotografie istantanee dello status quo dei singoli Paesi, annullandole mentre una valutazione più mirata equa dei risultati conseguiti da ogni Stato non può prescindere dalla conoscenza delle condizioni di  raggiungere gli specifici obiettivi e delle loro interazioni.

Le classifiche così costruite offrono quindi una chiave  di lettura più in linea con la complessità che soggiace alla realtà socio-economica dei singoli Stati. I risultati vengono così inquadrati in una prospettiva dinamica, consentendo a soggetti pubblici e privati di impostare più correttamente le politiche e gli investimenti per lo sviluppo nei singoli Paesi.

Per illustrare le potenzialità della metodologia proposta è significativo evidenziare alcuni dei risultati più interessanti tra quelli ottenuti. L’analisi sviluppata, per esempio, evidenzia che il Ghana risulta virtuoso nell’utilizzo delle tecnologie digitali ICT, poiché consegue prestazioni molto soddisfacenti nella graduatoria dell’indice UN- EGDI (United Nations E-Government Development Index),  se rapportate a quelle di altri Paesi identificati come suoi simili dall’superando Paesi che il nostro algoritmo di UniBA, mentre pur risultando ancora in forte ritardo, se rapportato alla classifica generalista dei 193 Paesi.

Lo studio ha anche confermato, attraverso analisi quantitative, che uno dei principali punti di forza del nostro Paese è il suo sistema sanitario, grazie alla sua sostanziale solidità e alla diffusa accessibilità.  Rileggendo attraverso il nostro modello sviluppato dai ricercatori baresi la graduatoria dell’indice HAQI (Healthcare Access and Quality Index ), che misura la qualità della sanità in base alla capacità di prevenire la morte per cause evitabili, si riscontrano per l’Italia prestazioni superiori alla maggior parte dei Paesi che, secondo la classificazione operata dall’algoritmo, si trovano in condizioni di sviluppo simili, compresi gli altri Stati membri del G7.