Salvini e Meloni contro il cd coprifuoco lombardo

Politica regionale, nazionale e internazionale

PERPLESSITA’ DI SALVINI E MELONI CIRCA IL COSIDDETTO COPRIFUOCO LOMBARDO.

Raffaele Vairo

Capitan fracassa è indefesso. La sua perseveranza nel contraddirsi dimostra che il nostro è un combattente invincibile. Egli accusa continuamente il Governo di varare norme liberticide, anzi, con i suoi Dpcm, scavalcherebbe il Parlamento e, utilizzando la paura degli Italiani verso il famigerato virus, introdurrebbe nello Stato un sistema molto simile alla dittatura fascista, definita dittatura sanitaria.

Il Governo italiano ha commesso alcuni errori nell’affrontare la grave situazione causata dall’epidemia virale. Certamente avrebbe potuto fare di più e meglio. Solo che nella fase iniziale il virus, questo sconosciuto, ha ingannato anche gli scienziati di tutto il mondo. Pertanto, gli errori, commessi dai vari Governi mondiali, erano inevitabili. Il nostro Governo ne ha commessi molto meno e di una gravità inferiore rispetto agli altri Governi. Ma Salvini sembra essere in perenne contraddizione. La mattina è per la chiusura di ogni attività e la sera per l’apertura indifferenziata. Ad esempio, nel commentare le parole del Ministro Speranza che aveva invitato i comuni cittadini di denunciare le violazioni delle norme varate dal Governo per frenare l’epidemia, scandalizzato, affermava: “Rifiuto l’idea di un Paese basato sulla delazione e sul cittadino spione”. Affermazione in contraddizione con la sua proposta esplicitata il 4 aprile scorso quando si dichiarava favorevole ai controlli informali tra vicini di casa per scoraggiare gli assembramenti domestici.

Capitan fracassa ignora la realtà della diffusione dei contagi, rapida e irriguardosa della salute dei nostri concittadini. Gli ospedali, compresi quelli della Lombardia, governata dal leghista avv. Attilio Fontana, tornano a riempirsi con una velocità che appare incontrollabile. E’ uno tsunami sanitario che sfugge ad ogni controllo, specialmente in Paesi democratici che, per le decisioni, sono obbligati a percorrere processi complessi predisposti a garanzia delle libertà civiche. Dunque, la dittatura sanitaria è un’invenzione dell’opposizione che non riesce a staccarsi da una visione parziale, impegnata solamente nella conservazione e/o nell’incremento del suo patrimonio elettorale. Infischiandosi dell’interesse generale, in questo momento coincidente con la tutela della salute pubblica.

Comunque, quello che, per un difetto di comunicazione, poteva apparire come un invito alla delazione, è, come è stato chiarito dal Presidente del Consiglio, un chiarimento sulla pericolosità del virus anche nelle riunioni in famiglia e un invito all’osservanza non solo delle regole scritte ma anche delle norme dettate dalla prudenza. E’ un abuso? A me non pare. Se lasciamo che il virus si propaghi sarebbe come una resa incondizionata a un morbo che limiterebbe gravemente la nostra libertà.

Ma la sua testardaggine non sembra ammorbidirsi. Di fronte al coprifuoco deciso dalla Giunta regionale lombarda il nostro, condizionato in particolar modo dalle proteste dei ristoratori riuniti sotto la sede della Regione, tenta di vietare al leghista Fontana di firmare l’ordinanza che lo dispone (il coprifuoco, s’intende): “Prima di chiudere voglio capire”. E il governatore obbedisce. Decisione, quella di Fontana, ritenuta strampalata, perché chiuderebbe la Lombardia dalle ore 23 alle ore 5 di ogni giorno a partire da giovedì 22 ottobre. Ovviamente la Meloni dichiara di condividere le perplessità di capitan fracassa in ordine alla decisione della Giunta Regionale, presa di concerto con tutti i sindaci delle città capoluoghi. Perplessità della destra salviniana e meloniana espresse in barba anche alle valutazioni del Comitato tecnico scientifico che teme un vero e proprio tsunami soprattutto negli ospedali della Regione. Alla fine, di fronte all’aggravarsi della situazione è arrivato il ravvedimento e Fontana ha provveduto a consentire le chiusure ritenute necessarie e urgenti.

Non si può tentennare su questioni che riguardano la salute pubblica. La necessità del coprifuoco in Lombardia è confermata anche dal Comitato tecnico scientifico della Lombardia e, in particolare, dal virologo Fabrizio Pregliasco. Non provvedendo la Giunta Regionale si assumerebbe la responsabilità dell’ulteriore diffondersi dell’epidemia. Responsabilità non solo politica! Ma l’aggravarsi della situazione in tutta Italia, con numeri di contagio preoccupanti specialmente in Lombardia, li ha costretti a rivedere la propria situazione. E, dunque, alla fine il Presidente della Regione ha firmato l’ordinanza che dispone il coprifuoco.

Raffaele Vairo