Il partito che non c’e’

Politica regionale, nazionale e internazionale

Nell’arcobaleno di colori politici, spicca solo un’opposizione “formale” che ci ha confuso le idee. Anche se le bugie, fortunatamente, hanno il naso lungo e si vedono bene. Nella strada della politica italiana non mancano le “croci”. Sono quelle degli italiani. Se la confusione politica è una delle maggiori colpe che riconosciamo al sistema, non ci sentiamo di giustificare chi crede nel “rinnovamento” post Covid. La Penisola ha bisogno non solo d’uomini “nuovi”, ma di proposte percorribili totalmente differenti da quelle che ci sono state propinate sino a oggi.

Le ambizioni personali non ci hanno portato lontano. I problemi vitali del Paese sono stati solo posticipati. Senza essere sanati. Perché è il sistema che non lo permette. Bisognerebbe cambiarlo. Nel desolato fronte d’iniziative politiche di questo Millennio, c’era poco da sperare. Per la prima volta, la politica ha fatto un vero e proprio passo indietro.

Quando si vuole girare pagina, gli inizi, non sempre, fanno risaltare le finalità. Il binomio PD/M5S non ci ha convinto perché resta ancorato a un sistema che ha equilibri di potere da tutelare. L’importante sarebbe, ora, proporre cambiamenti che, più che necessari, ci sembrano indispensabili. Lo scriviamo con molta serenità perché, per la prima volta, sentiamo l’inutilità di tanti partiti nazionali. Entro l’anno prossimo, dovrebbe principiare la metamorfosi Nazionale. Più per necessità che per convinzione.

Si potrebbero proporre, così, nuove norme per ridare stabilità politica al Bel Paese. Potrà sembrare strano, ma non lo è. La nuova Italia dipenderà anche dagli esiti politici dell’ultimo bimestre di quest’anno. Del resto, anche l’accordo PD/5S ha già rivelato più “correnti”. Una delle tante realtà delle quali l’Italia non sentiva il concreto bisogno.

Giorgio Brignola