La famiglia di cinghiali trucidati a Roma.Un ennesimo atto di prevaricazione umana

Cronaca

di Stefania Romito

“La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali”, ha affermato Gandhi. E io ne sono fermamente convinta. Se vogliamo considerarci un paese civile, non possiamo rimanere indifferenti a quanto accaduto a Roma al parco Mario Moderni, in via della Cava Aurelia, giovedì scorso. Una esecuzione in piena regola, degna di un paese dittatoriale o, peggio ancora, del periodo più buio del Medioevo in cui si possedeva una sensibilità diversa, o è meglio dire, una totale mancanza di empatia nei confronti degli animali.

Uccidere sei cuccioli di cinghiali insieme alla loro mamma, del tutto indifesi, colpevoli soltanto di aver cercato di nutrirsi, senza che ci fosse una reale situazione di pericolo per le persone, è a dir poco inaccettabile oltre che selvaggio e primitivo. A nulla è valso l’intervento delle associazioni animaliste, dell’on. Michela Vittoria Brambilla, per impedire che venissero trucidati senza pietà sotto gli occhi atterriti e impotenti delle persone (tra cui molte famiglie con bambini) che chiedevano di salvare loro la vita e di riportarli nel loro ambiente naturale.

Un oltraggio al diritto alla vita, un oltraggio alla vita stessa. Una ennesima dimostrazione della superbia e della crudeltà umana. Una ennesima dimostrazione del desiderio di prevaricare sugli altri esseri viventi e sulla natura. Dove condurrà l’uomo questo atteggiamento sconsiderato? Il pianeta sta per essere sommerso da cumuli di plastica a causa dell’incuria dell’agire umano, attirato sempre più soltanto dal guadagno economico a discapito della salute ambientale. Dove ci condurrà questo scellerato modus operandi? Se solo ci soffermassimo un po’ di più a osservare la natura, anziché soggiogarla per i nostri fini individuali, potremmo renderci conto di quanto sia perfetta e straordinaria.

Gli unici esseri imperfetti siamo proprio noi.