Di Maggio e Scarangella: gran recital all’Unione

Arte, Cultura & Società

Dopo il periodo di sospensione forzata a causa dell’emergenza da Covid 19, anche la Nuova Accademia Civera è tornata in scena con l’esibizione del “Duo Ignazio Civera” composto dalla violinista Sabrina Di Maggio e dal pianista Mario Valentino Scarangella, che è anche fondatore dell’Accademia. Il concerto si è tenuto nella sempre splendida sede del Circolo Unione di Bari, domenica 11 ottobre 2020, nel rispetto della normativa anti Covid. E nonostante l’emergenza sanitaria non sia ancora terminata, la serata ha avuto il successo che meritava riscuotendo il tutto esaurito. Abbiamo avuto occasione di apprezzare una volta di più la performance di due ottimi musicisti quali sono i già citati Sabrina Di Maggio e Mario Valentino Scarangella.

La Di Maggio, giovanissima e talentuosa violinista, accompagnata con professionalità al pianoforte dal M° Scarangella, ha affrontato un programma estremamente impegnativo dimostrando maturità esecutiva e padronanza dello strumento non comuni, data anche la sua giovane età. L’impaginato prevedeva, infatti, brani, con e senza accompagnamento pianistico, tra i più memorabili della letteratura violinistica, spaziando dal periodo barocco al periodo tardo romantico in un immaginario viaggio nel tempo.

Il programma si è aperto con la celeberrima Sonata per Violino e Basso Continuo in sol minore nota anche con il nome di “Trillo del Diavolo” composta dal violinista barocco Giuseppe Tartini. In tre tempi, è una delle sonate per violino e pianoforte che richiedono maggiore virtuosismo e una tecnica sviluppata. Il motivo per cui questa sonata porta questo nome, ce lo dice Tartini stesso nel 1713: «Una notte sognai che avevo fatto un patto e che il diavolo era al mio servizio. Tutto mi riusciva secondo i miei desideri e le mie volontà erano sempre esaudite dal mio nuovo domestico. Immaginai di dargli il mio violino per vedere se fosse arrivato a suonarmi qualche bella aria, ma quale fu il mio stupore quando ascoltai una sonata così singolare e bella, eseguita con tanta superiorità e intelligenza che non potevo concepire nulla che le stesse al paragone. Provai tanta sorpresa, rapimento e piacere, che mi si mozzò il respiro. Fui svegliato da questa violenta sensazione e presi all’istante il mio violino, nella speranza di ritrovare una parte della musica che avevo appena ascoltato, ma invano. Il brano che composi è, in verità, il migliore che abbia mai scritto, ma è talmente al di sotto di quello che m’aveva così emozionato che avrei spaccato in due il mio violino e abbandonato per sempre la musica se mi fosse stato possibile privarmi delle gioie che mi procurava.»

Continuando questo viaggio immaginario, il brano presentato successivamente, è il primo delle Sei Sonate per Violino Solo di uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi: Johann Sebastian Bach. Si tratta esattamente della Sonata in sol minore BWV 1001. Con tali sonate, Bach rivoluzionò la tecnica violinistica nel senso che il violino diventava strumento polifonico con fughe a tre ed anche a quattro voci, le quali richiedono all’esecutore notevoli abilità tecniche.

Ed ora veniamo al virtuoso del violino per eccellenza: Niccolò Paganini. La Di Maggio ha scelto di eseguire due dei 24 Capricci per violino solo Op. 1 del compositore genovese: il Capriccio n. 13 “ La risata” e il Capriccio n. 14. Anch’essi sono brani di spiccato carattere virtuosistico e sono considerati fondamentali per la letteratura violinistica. Il n. 13 è detto “La risata” per la discesa cromatica che caratterizza l’esordio, mentre il n. 14 presenta accordi che ricordano le fanfare.

Ed infine veniamo all’ultimo brano in programma: la Sonata per Violino e Pianoforte in la maggiore composta da C. Franck nell’estate del 1886. Si tratta di uno dei primi esempi di sonata ciclica, dove il tema principale, esposto dal violino nel primo tempo, ritorna, variamente rielaborato, in tutti e quattro i tempi, cosi come molti altri frammenti tematici. Brano non meno impegnativo rispetto agli altri, è stato affrontato dal Duo con sicurezza e affiatamento. Il pubblico ha gradito talmente che ha applaudito al termine del secondo tempo della sonata.

Ciò conferma l’indubbio grande successo che ha riscosso il Duo Ignazio Civera in questa sua prima esibizione dopo il lockdown, ed è un segnale positivo di come il pubblico sia fortemente interessato a frequentare i concerti e di come la stessa Nuova Accademia Civera del M° Scarangella abbia imboccato la giusta strada per essere annoverata tra le associazioni musicali che danno prestigio alla nostra Città di Bari.

Sabina Di Maggio e Mario Valentino Scarangella, al termine, hanno salutato il pubblico con un bis, lasciando tutti pienamente soddisfatti della bellissima serata nella sala più elegante della città, il Salone delle Muse all’interno del Teatro Petruzzelli.