La crisi del commercio non è finita, corre solo l’e-commerce

Diritti & Lavoro

Secondo Confesercenti il rimbalzo delle vendite rilevato dall’Istat ad agosto non riguarda i negozi. A rischio  “desertificazione” sono soprattutto i piccoli esercizi di quartiere

Negozio di giocattoli

AGI – Nessun rimbalzo per i negozi. Nonostante la ripresa generale delle vendite ad agosto, le piccole superfici continuano a registrare risultati in calo (-0,5%), portando a -12,7% la riduzione di vendite dell’anno. Corre, invece, il commercio elettronico che, nello stesso periodo mette a segno una crescita del +29,9%. Un gap preoccupante, che rafforza i timori di una progressiva desertificazione della rete dei negozi e della rete dei servizi di vicinato nelle nostre città. Così Confesercenti commenta le rilevazioni Istat relative al commercio al dettaglio di agosto.

Ad agosto – spiega l’Ufficio economico dell’associazione – si registra un nuovo salto delle vendite dopo il crollo di luglio ma, nel complesso, i dati dalla riapertura ad oggi sono ancora insufficienti a far superare il dato negativo (-7,3%) accumulato nei primi 8 mesi da tutta la rete commerciale. La spinta proviene di nuovo dal comparto non alimentare, +19,2% in volume congiunturale, ma si inasprisce, invece, la differente dinamica tra grande e piccola distribuzione: la prima registra una piccola variazione positiva su luglio, 0,4%, la seconda un’ulteriore flessione di 0,5 punti.

Mentre nei primi 8 mesi la Gdo si è riavvicinata al dato positivo, le piccole superfici restano abbondantemente al di sotto con un -12,7%. E riprende a correre anche il commercio elettronico: 36,8% su luglio, 29,9% sugli 8 mesi.  Un recupero, dunque, ancora lontano per il commercio al dettaglio e soprattutto per i piccoli negozi, schiacciati dalla crescita esponenziale del commercio online, uno dei fenomeni derivati dal lockdown. Di fronte ad una crisi del lavoro autonomo che dura da anni, con la chiusura di migliaia di imprese e la perdita di lavoratori ed occupazione, l’e-commerce, invece, grazie ad un regime fiscale di vantaggio che drena risorse, spesso, al di fuori del nostro sistema economico ed in un contesto di regole in forte squilibrio rispetto al commercio in sede fissa, erode quote di mercato a ritmi galoppanti. Il Programma di Ripresa e Resilienza dovrà contenere un sostanzioso capitolo dedicato alle piccole imprese, per la formazione continua degli imprenditori, la digitalizzazione e il sostegno verso una transizione sempre più complessa, per fronteggiare le sfide e restare sul mercato da protagonisti.